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Traffico di rifiuti e truffa all’Ama: inchiesta sulle discariche

1881422_monnezzaLa Capitale non riesce a uscire dall’emergenza rifiuti (ieri l’ultimo piano con dead line 20 agosto), l’assessore all’Ambiente Paola Muraro e il presidente di Ama Daniele Fortini sono ai ferri corti e adesso si inserisce anche la magistratura con una nuova inchiesta che riguarda il tritovagliatore di Rocca Cencia, di proprietà della Colari, e quindi del ras dei rifiuti e padrone di Malagrotta Manlio Cerroni, rievocato in queste ore.

Nel mirino degli inquirenti, l’impianto della discordia: il tritovagliatore di via di Rocca Cencia, finito pochi giorni fa al centro di un acceso dibattito. Per l’assessore all’ambiente Paola Muraro, che ha recentemente fatto un sopralluogo sul posto, lo stabilimento sarebbe necessario per risolvere la piaga dell’immondizia romana, Fortini è contrario. Ora si capisce il motivo: l’impianto in questione è il fulcro dell’ultima indagine dei magistrati di piazzale Clodio, che procedono per truffa ai danni di Ama, frode nelle pubbliche forniture, traffico illecito di rifiuti e, addirittura, associazione a delinquere. Il fascicolo, in cui si conterebbero già i primi indagati e su cui i magistrati mantengono per il momento il massimo riserbo, è coordinato dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal pm Alberto Galanti.

Due giorni fa, i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria hanno bussato alle porte dell’azienda comunale e hanno acquisito documentazione utile: dai contratti stipulati con la Regione e con il Campidoglio, ai piani di smaltimento, agli incartamenti relativi al tipo di rifiuti trattati. Il tritovagliatore si trova al civico numero 273 di via di Rocca Cencia. E’ di proprietà della Colari di Cerroni e affittato alla ditta Porcarelli Gino Srl: ora si trova al centro di una maxi inchiesta della Procura che rischia di complicare ancora di più le cose.

Ad apprendere della notizia è stato proprio il Campidoglio, protocollando le note a margine del piano operativo che prevede misure «urgenti ed efficaci, da porre immediatamente in essere, finalizzate al rapido miglioramento dei servizi di gestione dei rifiuti urbani della città di Roma» entro il 20 agosto. L’impianto di Rocca Cencia non sarebbe compreso nel programma perché esistono «motivi ostativi all’utilizzo», secondo quanto hanno appreso a Palazzo Senatorio, in quanto il 26 luglio «l’autorità giudiziaria ha provveduto ad acquisire documentazione presso la nostra società in merito al tritovagliatore, oggetto di indagini per gravi reati».

Intanto, la giunta grillina prova a uscire dall’emergenza. Il nuovo piano di interventi dovrebbe far vedere i primi risultati ai romani entro il 20 agosto. Il Pd accusa il M5S di voler resuscitare in qualche modo Cerroni. La replica della Muraro è netta: la discarica di Malagrotta non sarà riaperta. E a questo punto anche il tritovagliatore della Colari finisce in fuorigioco.

Oltre l’emergenza e la corsa contro il tempo ci sono le polemiche. Il presidente della commissione sulle ecomafie Alessandro Bratti (Pd) chiede che il deputato pentastellato Stefano Vignaroli non si occupi delle vicende romane in quanto è in pieno conflitto di interessi (fa parte del mini direttorio che vigila sulla Raggi). A settembre la commissione ascolterà la sindaca e l’assessore Muraro. Il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti lancia l’allarme che suona così: «Se la Raggi ha bisogno venga da me, prima che sia troppo tardi». E da giovedì prossimo l’Ama non avrà più un presidente: Fortini lascia, la corsa al successore è aperta. Auguri.

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