| categoria: Roma e Lazio

Raggi difende Muraro. Scintille con il Pd sui rifiuti

Il sindaco Viriginia Raggi ha illustrato nell’aula Giulio Cesare del Campidoglio le linee guida dei 5 Stelle. Scintille Tra Raggi e il Pd sul caso Muraro. «L’amministrazione di Roma Capitale soffre di un deficit di trasparenza, di un’immagine opaca e di una caduta di fiducia da parte dei cittadini», ha detto Raggi. Per Raggi «il coinvolgimento dei cittadini diventa così il primo obiettivo per la ricostruzione di una identità di comunità, anche per creare il consenso e la collaborazione necessari per azioni che sono chiaramente di rottura rispetto agli interessi preesistenti».

Lo scontro con il Pd. Il capogruppo del Pd in Campidoglio Michela Di Biase ha chiesto di poter ascoltare l’assessore all’Ambiente Paola Muraro. Richiesta respinta dal presidente del consiglio comunale Marcello De Vito. «Sorprende la decisione del presidente d’Aula di non averci concesso la possibilità di chiedere all’assessore di fare chiarezza sui suoi 12 anni di consulenza all’Ama – dice Di Biase -. Sarebbero state molte le domande che avremmo voluto fare alla sindaca che ha sì il compito di governare la città, ma ha anche il dovere di confrontarsi con l’opposizione. Il M5S chiede onestà e trasparenza e poi rifugge dal dibattito».

«Il Pd che rappresento – aggiunge Di Biase – vorrebbe sapere che ruolo ha svolto l’assessore in Ama per 12 anni, stipendiata con i soldi dei romani. Quando lei lavorava nella municipalizzata, la sindaca Raggi e io andavamo ancora all’università. Cosa faceva? Ha avuto altri incarichi di qualsivoglia natura con altre aziende pubbliche o private del settore rifiuti? Esiste e qual è il contenuto di questo dossier che con linguaggio criptico ha minacciato di rendere pubblico? L’assessore è stata consulente sotto i sindaci Veltroni, Alemanno, Marino e adesso assessore con la Raggi e ha visto passare i governi Berlusconi II, Berlusconi III, Prodi II, Monti, Letta e Renzi. E sempre qui sta. A noi non interessa sapere che ha fatto del suo milioncino. Ma possiamo chiederle di sapere che ha fatto per Roma?».

Trasporti. «Le risorse per una riforma così radicale del trasporto pubblico dovranno anche arrivare da una seria lotta all’evasione tariffaria da realizzarsi attraverso un utilizzo più diffuso delle tecnologie e una seria riconversione del personale in esubero in personale di controllo, della razionalizzazione di dirigenti e quadri, e, infine, introducendo gradualmente l’obbligo di salita anteriore esclusivamente se muniti del titolo di viaggio».

«Si dovranno progressivamente implementare in tutte le vetture sistemi automatici per il controllo della frequentazione. Saranno studiate e incentivate soluzioni per favorire gli spostamenti casa-lavoro attraverso abbonamenti defiscalizzati. Anche il sistema di bigliettazione dovrà, poi, progressivamente migrare verso sistemi già in uso in altre città europee e non, come la oyster card londinese».

«La carenza di reti metropolitane, tranviarie e viarie della capitale è uno degli elementi più sintomatici di uno squilibrio fra Roma e l’estero. È importante operare una rivoluzione di metodo, cambiando alla radice il criterio di selezione delle opere, che dovrà essere trasparente e condiviso. Saranno predisposti il Piano Urbano della Mobilità
Sostenibile e, in coerenza con gli altri strumenti di programmazione, un piano pluriennale delle infrastrutture che
identifichi gli interventi più urgenti nel rispetto dei criteri di sicurezza, sostenibilità, accessibilità ed economicità».

«Oltre ad intervenire su quegli ambiti della pianificazione urbana che possano consentire un aumento della velocità
commerciale dei mezzi, si dovrà predisporre un nuovo piano industriale, che affronti l’intera governance di Atac trattando i temi legati alla riorganizzazione del personale, del debito, della manutenzione, delle procedure di gara. Si svilupperà una nuova gerarchizzazione della rete di superficie, basata essenzialmente sulle esigenze di spostamento dei cittadini», ha continuato.

Baratto amministrativo. «Piccole librerie, teatri, centri culturali che restano chiusi per inerzia o difficoltà o chiudono per le ragioni più diverse, ma anche per l’impossibilità di far quadrare i conti. Occorre invertire la tendenza. Si rimetteranno presto a disposizione delle comunità i luoghi su cui si è investito e che attendono solo di tornare a vivere come il Centro culturale Elsa Morante o il Cinema Aquila, il Teatro Valle. Si agirà, inoltre, su tutti i fronti, inclusa la riduzione del peso degli oneri comunali a fronte di un contributo a promuovere la vita culturale nei quartieri in cui operano. Con il baratto amministrativo, con disposizioni specifiche, si troveranno le forme più equilibrate per riconoscere il valore del lavoro di chi contribuisce alla crescita culturale dei romani, nelle compatibilità di bilancio».

Rifiuti. Una raccolta differenziata «spinta», un’isola ecologica in ogni Municipio e mini-isole nei quartieri
e infine l’apertura di centri di selezione dei materiali. Questi alcuni dei punti principali della ricetta sui rifiuti del sindaco. «La politica per la gestione dei rifiuti urbani a Roma Capitale poggerà sui primi tre passi della gerarchia europea: riduzione, riuso e recupero di materia». «Gli obiettivi sono necessariamente perseguiti adottando i seguenti concetti: prevenzione e riduzione dei rifiuti; raccolta differenziata e riciclo; monitoraggio e controllo; gestione di Ama».

«È necessario prevedere una progressiva riduzione della produzione di rifiuti indifferenziati attraverso una raccolta differenziata spinta l’incentivazione della tariffazione puntuale, ovvero più ricicli meno paghi». In particolare Raggi prevede «l’efficientamento della raccolta differenziata a cinque frazioni: la raccolta differenziata sarà effettuata in modalità domiciliare (cosiddetto porta a porta) nei Municipi urbanisticamente predisposti – la raccolta riguarderà carta, plastica e metallo, frazione organica, vetro, sfalci e potature. I Municipi non idonei effettueranno la raccolta secco umido».

Previsti anche «l’apertura di centri di selezione dei materiali in grado di separare dal secco multimateriale (plastica-ferro) i materiali riciclabili che hanno, ancora, un valore economico, la costruzione di almeno un’isola ecologica in ogni Municipio e mini isole ecologiche di quartiere per andare incontro alle esigenze dei cittadini» ma anche «il potenziamento la capacità di trattamento dei rifiuti organici, attraverso impianti di trattamento regionali in aree agricole per l’utilizzo del compost a km 0, per la produzione di prodotti per il commercio solidale».

«La prevenzione della produzione dei rifiuti dovrà essere attuata attraverso un percorso culturale
di sensibilizzazione e informazione ai cittadini sulla riduzione dei rifiuti minimizzando gli usa e getta nelle attività commerciali/mense/scuole/uffici. Dovrà, inoltre, essere predisposto un regolamento comunale in occasione di
eventi che preveda accordi per l’uso di stoviglie biodegradabili da conferire direttamente a compostaggio. Sarà, altresì, importante incentivare i cittadini attraverso la costituzione di un premio per i Municipi più virtuosi che
producano meno rifiuti. Ulteriore obiettivo sarà la riduzione della produzione di rifiuti di imballaggio con la diffusione
dei prodotti alla spina, del vuoto a rendere e dell’utilizzo dell’acqua del rubinetto. In particolare, ciò avverrà attraverso due modalità: vuoto a rendere per i commercianti ed incentivi agli esercenti, attraverso sconti sulla Tari, affinché si utilizzino prodotti alla spina; acqua pubblica, accordi per l’utilizzo dell’acqua pubblica in mense/scuole/ uffici pubblici».

«Sarà prevista, inoltre, l’apertura di centri di riparazione e riuso, in grado di estendere la vita utile dei
prodotti di consumo, attraverso la realizzazione di accordi con reti e associazioni esistenti nel settore dell’usato. Ultimo aspetto da implementare consisterà nella creazione di iniziative per la riduzione dello spreco alimentare
attraverso: il recupero di prodotti alimentari non venduti; incentivi alla donazione delle eccedenze della filiera
agroalimentare con accordi di programma specifici (“legge del Buon Samaritano”); valorizzazione del mercato dell’usato».

Ama. «Roma Capitale deve procedere alla riorganizzazione di Ama sotto l’egida della sindaca e dell’assessorato preposto ma nel contempo, Roma Capitale ed la sindaca devono reclamare, rivendicare e riappropriarsi del ruolo di indirizzo operativo e di vigilanza del socio di maggioranza al 51% e ricondurre Acea a servizio della città».

«Ama, incautamente, in questi ultimi anni non si è dotata delle infrastrutture impiantistiche necessarie offrendo, quindi, di fatto, opportunità a gruppi privati e ad Acea di inserirsi nel settore di attività proprio di Ama. Di fatto, Ama è stata relegata a svolgere mera attività di raccolta, trasbordo, trasporto e scarico in discarica, con enormi costi di dotazione per contenitori, veicoli e mezzi».

«I numeri attuali di Ama sono oltre 600 milioni di euro di debiti, di cui 200 milioni verso fornitori, oltre 35 milioni di euro annui verso il pool di banche che la sostiene; 250 milioni di costi per la esportazione di rifiuti; circa 7500 dipendenti; una flotta di veicoli acquistati per oltre 200 milioni nel 2009 e 2010». «L’azienda sconta, inoltre, alti costi industriali per tonnellata trattata e per tonnellata di Raccolta Differenziata conferita e ha bassi indici di efficienza nella pulizia stradale e nella manutenzione dei cassonetti su strada. L’intero parco impianti Ama soffre di deficit manutentivi da tre anni».

Acqua. «Si propone di rispettare la volontà popolare per una gestione pubblica e partecipata del servizio idrico. Ciò avverrà: inserendo nello Statuto di Roma Capitale il concetto del “Diritto all’Acqua” affinché ACEA ATO2 garantisca un servizio trasparente verso la cittadinanza».

Opere pubbliche. «Nel settore delle trasformazioni urbane e delle opere pubbliche si è reso evidente con l’emergere del fenomeno di Mafia Capitale un gravissimo intreccio di corruzione politica e imprenditoriale. La causa principale della mancanza di etica nel governo urbano sta nell’abbandono della funzione di guida delle trasformazioni da parte dell’ente pubblico. Con una serie sistematica di deroghe urbanistiche e con un uso spregiudicato dell’allocazione delle risorse per la realizzazione delle opere pubbliche si è venuta a creare una gigantesca zona d’ombra in cui hanno prosperato la mala politica e la corruzione».

«Il primo obiettivo programmatico dell’azione dell’amministrazione sarà dunque quello di ripristinare trasparenza e legalità. Nel comparto urbanistico ciò avverrà restringendo fino ad annullarli tutti gli istituti di deroga discrezionali, quali le compensazioni urbanistiche e gli accordi di programma in variante urbanistica. Anche nel comparto dei lavori pubblici sarà necessaria una gestione trasparente, partecipata, ispirata ai principi di legalità, economicità ed efficienza avviando un rapporto collaborativo, già intrapreso dalla struttura tecnica dell’Amministrazione, con l’Anac che dovrà essere finalizzato al cambiamento delle procedure di gara uniformandole al Nuovo Codice degli Appalti ed alle linee guida dettate dall’Anac stessa».

L’amministrazione. «L’Eurobarometer dalla Commissione Europea sulla qualità della vita nelle città, pubblicato in gennaio 2016, rileva che solo il 26% dei romani si fida della pubblica amministrazione e il 50% dichiara di non fidarsi, in generale, dei propri concittadini. Troviamo un’amministrazione capitolina ferma per un lunghissimo periodo in assenza di una direzione politica, istituzioni culturali in affanno, difficoltà finanziarie e inefficienze, confusione e frammentazione a causa di molteplici cambiamenti di direzione e assenza di strategie condivise».

«Troviamo competenze e intelligenze non sfruttate, dentro e fuori l’amministrazione, inerzie e abitudini da cambiare, attese d’innovazione troppo a lungo frustrate. Si agirà utilizzando il principio delle pari ed eque opportunità come modalità trasversale dell’azione dell’amministrazione. Si costruirà una città per tutte e per tutti. Riconsegnare la fiducia nel prossimo, nella propria amministrazione cittadina e nel futuro è condizione indispensabile per sviluppare benessere ed è una priorità di questa amministrazione».

«Il benessere delle persone è al centro dell’azione dell’amministrazione capitolina, un benessere declinato non soltanto in termini economici, ma di qualità della vita e delle relazioni, di accesso ai servizi, di aumento delle opportunità».

Barriere architettoniche. «Una città fruibile per tutti è, innanzitutto, una battaglia di civiltà. Roma deve diventare finalmente una città accessibile a tutti, consentendo ai disabili motori temporanei o permanenti, ai non vedenti, agli ipovedenti, ai sordi, agli anziani, alle famiglie con passeggini, ai turisti con valigie, di poter circolare liberamente. Il tema della accessibilità universale è centrale per l’amministrazione che definirà un piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (Peba) con un cronoprogramma degli interventi, in un quadro di regole certe e condivise con i cittadini».

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