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Milan bloccato, senza i soldi di Berlusconi niente mercato. E i cinesi?

Non serviva essere degli oracoli per immaginare che l’estate del Milan sul mercato avrebbe preso una brutta piega, peraltro sotto gli occhi di tutti da tempo. Lo stallo della trattativa per la cessione societaria (con l’ormai assodato rinvio del signing a fine mese) ha di fatto congelato le manovre rossonere in entrata, perché per riempire la casella degli acquisti occorre un doppio sì — Fininvest e consorzio cinese — che non sempre arriva. Anzi, che per il momento è arrivato soltanto su Lapadula. Il resto è stato tutto un tessere fili e contatti da parte dell’attuale a.d. per l’area tecnica Adriano Galliani, che però quando si è trovato al dunque – sia con gli altri club, sia con i giocatori – non ha potuto affondare il colpo. L’ultimo esempio in tal senso arriva da Zielinski, obiettivo chiaro del Milan per esplicita richiesta di Montella, e adesso vicinissimo al Napoli. Il club rossonero per diverse settimane ha lavorato su questo fronte, Galliani aveva incontrato Pozzo a Ibiza ancor prima di metà luglio per gettare le basi dell’operazione, e sembrava che i rossoneri avessero concrete possibilità di spuntarla su Napoli (il giocatore non pareva troppo convinto della destinazione) e Liverpool. Ecco, in quei giorni probabilmente era anche così. Adesso non più, perché siamo entrati in agosto e non è possibile mettere i propri obiettivi in naftalina per tutta l’estate. Un altro esempio lampante delle conseguenze che produce lo stallo societario è Pjaca. Può anche essere che alla fine il croato avrebbe comunque scelto la Juve, che ha il fascino della Champions, ma in condizioni normali il Milan avrebbe avuto evidentemente un potere di persuasione maggiore. Avrebbe potuto tentare l’affondo per chiudere l’operazione, e non limitarsi a fare da diga alle offerte bianconere. Allo stesso modo anche Musacchio, prima scelta per la difesa, è ancora in stand by. Così come Sosa a centrocampo. Tutte corsie aperte, ma non percorribili fino in fondo. Tant’è vero che per la difesa resta sempre in piedi la candidatura dello svincolato Arbeloa, in uscita dal Real Madrid. Su di lui i cinesi hanno preso tempo, ma resta l’operazione meno costosa a disposizione di Galliani. Ma anche lui, fino a quando aspetterà i rossoneri?
È cosa nota anche che l’unica strada per poter riuscire a effettuare operazioni in entrata sarebbe una cessione capace di garantire cassa. Ecco perché il nome di Bacca è in ballo da settimane. La vendita del colombiano frutterebbe una trentina di milioni – su questo il Milan non transige: niente sconti a nessuno, né contropartite tecniche – che sarebbero reinvestiti immediatamente. Ma anche in questo caso la situazione è al momento abbastanza ferma. Carlos ha detto no più di una volta al West Ham, che peraltro è l’unico club disposto ad accontentare le richieste rossonere; il Psg ha offerto uno scambio con Marquinhos, che non ha riscosso grande entusiasmo. E il Napoli, che dispone del denaro di Higuain, al momento si è defilato. Risultato: Bacca continua ad allenarsi a Milanello e, più passano i giorni, più sale la possibilità che resti dov’è.
Intanto Menez è partito per Bordeaux, forte della risoluzione con la società milanista, ed è stato presentato dai girondini: uno stipendio in meno da pagare, meno problemi di scelta per Montella. Ma è chiaro che lì davanti qualcuno deve ancora andar via: Matri in primis. Resta invece incedibile Mattia De Sciglio. Non traggano in inganno le parole di uno dei suoi rappresentanti che ieri ha parlato di un contatto con il Napoli. Acqua passata e senza sbocchi. Resta il pesante interrogativo sul mercato rossonero: se Berlusconi non apre la cassa, il rischio paralisi è concreto sino a fine mese.

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