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La Radio che non fa bene i suoi… Conti

171247183-92e9bcf1-248a-4071-9940-245766b33cecLa radio ha sempre assolto il suo ruolo di servizio pubblico anche quando non era la Rai. Basti ricordare le sciagure come i tanti terremoti che hanno devastato lo stivale. La radio è snella, agile e basta un telefono per dar voce ad un evento anche lontano. In questo la Rai ha fatto scuola, è talmente vero che quando fuori casa c’è notizia di qualche fatto grave la prima stazione per approfondimenti da sempre è Radio 1, non certo le very normal radio. Ciò premesso, i tre canali sono gli unici a proporre un’alternativa talk al resto dell’etere. Radio 1 con una vocazione informativa indiscussa. Radio 2 con talk divertenti e di approfondimento. Radio 3 con un taglio decisamente diverso e di spessore. Le polemiche di questi giorni credo siano più che giustificate. Naturalmente vedremo poi le scelte effettive . Resta un dato di fatto, la Rai sa fare bene il proprio mestiere. Ma sa fare quello delle private ? In televisione questo confronto è meno marcato e abbiamo imparato anche il perché. I contenuti articolati tra intrattenimento e informazione rispondono a creatività e a investimenti. In radio non è sempre così. Rincorrere i network su un piano di intrattenimento nudo e crudo con le hit del momento può essere pericoloso. Per il patrimonio di ascolti consolidato, per il disorientamento degli ascoltatori. Una lotta che può diventare impari. I recenti casi di mancati successi, anche a fronte di cospicui investimenti, hanno dimostrato che la radio è un mezzo semplice e complesso insieme. Mi auguro abbiano fatto bene i …conti. – Stefano P.

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