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Atac, si è passato il limite. E mezza flotta è in officina

Estate terribile per l’Atac, l’handicap delle vetture guaste sta mettendo a dura prova i nervi degli utenti e dell’azienda. L’entrata in vigore dell’orario estivo, il personale ridotto per le ferie stanno facendo saltare il banco. Oltre all’emergenza rifiuti, anche quello dei trasporti è diventato un ulteriore fronte critico per i cittadini romani. Il grillino Enrico Stefano la mette giù pesante: “Intere linee non vengono esercitate per mancanza di vetture e ci sono guasti continui, peggio dello scorso anno. È La prima estate in cui succede questo, sappiamo che l’età media degli autobus è molto avanzata degli autobus, ma in una situazione così grave non ci eravamo mai arrivati”. Si difende il direttore generale di Atac, Marco Rettighieri: “Abbiamo mezzi con 700mila chilometri e ogni volta che si accende il condizionamento ovviamente il motore soffre. Comunque i mezzi con aria condizionata tra marzo e maggio sono stati tutti revisionati. Inoltre la quasi totalità delle vetture riporta danni allo chassis a causa delle strade di roma che sono quello che sono: più i bus sono lunghi e più si danneggiano, e quindi dobbiamo riportarli in officina”. Dietro le dichiarazioni, il collasso di un sistema, tra guasti, debiti e altre piacevolezze sono state tagliate cinquanta linee in pochi giorni. E basta andare nelle officine dell’Azienda per raccogliere testimonianze agghiaccianti. Dice ad un cronista del Messaggero un operaio Atac: “Abbiamo bus che possono girare soltanto a destra», racconta un operaio delle officine di Atac. «Quando la vettura svolta a sinistra, basta prendere una buca e l’impianto va in corto circuito. A quel punto non funziona più l’acceleratore e dobbiamo portare il mezzo in rimessa». Ogni anno le officine interne riparano oltre 180mila guasti. La metà sono causati dall’asfalto sconnesso. Le famose buche, altro male atavico della Città eterna. Non è un caso se perfino le navette più recenti della flotta Atac, quelle acquistate tra 2013 e il 2014, abbiano nel 90% dei casi il telaio già danneggiato in più punti. E pensare che la commessa è costata alle casse della partecipata 115 milioni di euro solo tre anni fa.
E l’aria condizionata? Sono dolori. Tutta colpa delle buche, anche questa volta. Sempre il Messaggero a raccontarlo: centinaia di mezzi, quelli acquistati nel 2003, non hanno proprio i finestrini, se si rompe l’impianto, il termometro schizza fino a 50 gradi. A furia di prendere colpi dall’asfalto (buche), le tubature dei condizionatori, che passano sotto all’abitacolo, si sfaldano. Ci sarebbe da ridere se non fosse una tragedia. Buche a parte il problema è anche l’età: Mezzi vecchi di dieci, dodici anni, ed con centinaia di migliaia di chilometri. Su 1.920 autobus, oltre 700 restano parcheggiati nelle rimesse per malfunzionamenti. E quelli che girano si guastano. Nell’ultimo mese, in quattro sono andati a fuoco, l’olio scivolava nei motori roventi e il contatto innesca l’incendio.
Se i bus sono un disastro per la metro è ancora peggio: molti treni hanno le ruote deteriorate, senza manutenzione adeguata e urgente, entro dicembre sulla prima linea verrà cancellato il 40% delle corse. Per la metro A servirebbero 18 milioni di euro. Subito. I lavori avrebbero dovuto partire già a giugno. Ma quei fondi, causa elezioni, sono stati congelati. E ora non ci sono più. «Se non partono i lavori entro agosto, da settembre dovremmo tagliare le corse» dice Rettighieri. Mancano i soldi. Atac ha un debito da 1,3 miliardi. Oltre 700 milioni verso i fornitori. Che non sono più disposti a prestare i pezzi a perdere, senza garanzie sui pagamenti. Anche le nuove gare, finalmente avviate in piena trasparenza, hanno tempi lunghi. Il bando per acquistare 150 nuove navette è ancora bloccato. Le prime avrebbero dovuto arrivare per l’inizio del Giubileo. Arriveranno, forse, nel 2017. Come per la questione rifiuti anche per questa c’è un deficit di attenzione e di programmazione. L’Atac non è crollata l’altro ieri e la situazione di mezzi, management, conti non era un mistero per nessuno. La discontinuità dovrebbe essere nei fatti immediatamente successivi all’insediamento di una nuova Giunta. che dovrebbe presentarsi con un programma preciso immediato e con le idee chiare. Siamo arrivati agli autobus che prendono fuoco in servizio. E a settembre sarà durissima.

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