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Gerry Scotti ne fa sessanta: ancora mi stupisco come un bambino

«Ho un figlio che adoro, una compagna meravigliosa, un lavoro che mi ha dato più di quello che immaginavo, tanti amici, nessun nemico, troppe cose per cui ringraziare la vita, mi sento in pace con me stesso». Non ha mai cambiato il suo stile in oltre 30 anni di carriera: Gerry Scotti, 60 anni di solido buonumore, che è la perfetta metafora della sua vita. Virginio all’anagrafe, è nato a Miradolo Terme (Pavia) il 7 agosto del 1956. Sobrio, disponibile, mai sopra le righe, una risata disarmante che vale il biglietto di sola andata, è riuscito grazie alle sue capacità a saltare su un treno in corsa che lo ha catapultato verso l’empireo del successo: dai primi successi in radio alla consacrazione in diversi programmi televisivi molto amati, come Passaparola, La corrida, Chi vuol essere milionario?, tra gli altri, e ancora Paperissima e Striscia la notizia (entrambi con Michelle Hunziker), 50-50, Io canto, Lo show dei record, The Money Drop, Avanti un altro! Masters of Magic, fino a Caduta Libera. Madre casalinga, papà operaio che lavorava alle rotative del Corriere della sera, nonno contadino, Gerry si è prima diplomato al liceo classico, poi quando gli mancavano due esami per prendere la laurea in legge ha cambiato tutto in una notte o quasi. Quando gli chiese di fare Deejay Television, Claudio Cecchetto credeva più di lui nei suoi mezzi di comunicatore. Quest’uomo grande, gentile, che con i suoi ospiti ha l’attenzione di camminare sempre un passo indietro, non perde mai le staffe, ma ha un tallone d’Achille: è un tifoso sfegatato del Milan. Non abbiamo fatto in tempo, causa fuso orario, a chiedergli cosa pensasse del vendita ufficiale del club rossonero da parte di Berlusconi ai cinesi. Scotti infatti è stato raggiunto dall’ANSA negli Stati Uniti dove è in vacanza con la sua compagna e si racconta con l’ironia che come sempre contagia l’interlocutore: «Sto facendo con la mia compagna (Gabriella Pierini, con cui convive da quando ha divorziato dalla ex moglie Patrizia Grosso, madre di suo figlio Edoardo oggi regista ndr.) un viaggio on the road, lontano da tutti. Ogni giorno cambiamo meta alla cieca, piccoli alberghi, motel, controlliamo solo che non ci siamo animali nel bagno, spero solo di non incrociare Javier Bardem che ci spara (il riferimento probabilmente è al film dei Coen Non è un paese per vecchi dove l’attore interpreta un killer psicopatico)». Un viaggio da giovani, Scotti?. «Sì, confesso, volevo mettere alla prova il fisicaccio». Senta, ma questa storia secondo cui lei dopo i 60 voleva prendersi un pò di riposo? La stagione autunnale e il 2017 sono già sold out sulle reti Mediaset e lei praticamente è ovunque, dal ritorno di Caduta libera (il quiz di Canale 5 che nella scorsa stagione ha fatto registrare ottimi ascolti), sarà poi di nuovo giudice di Tu sì que vales insieme a Maria De Filippi, Rudy Zerbi e Teo Mammucari, ma sta anche preparando un nuovo talent con bambini dalle abilità straordinarie. «In quest’ultimo caso – spiega – si tratta del format americano Little Big Shots. I giovani concorrenti dovranno avere delle abilità straordinarie, ma non saranno giudicati. Inoltre vorrei sfatare questa leggenda secondo cui intendevo andare in pensione. Ci avevo scherzato su anche con Fabio Fazio quando sono stato suo ospite e mi sembrava di averla chiarita. Credo che fino a quando il pubblico ti apprezza uno ha il dovere di rispondere alle aspettative. Non sopporto quelli che si lamentano sempre. Questo non significa che voglio stare con le stampelle a 80 anni in tv, sarei innanzitutto patetico, poi spero allora davvero di stare sul lago a pescare». «Ma ci tengo a dire – sottolinea – che alla mia età mi stupisco con la stessa innocenza di un bambino dell’affetto del pubblico e ancora oggi, confesso, mi commuovo, il regalo più bello sarebbe riuscire a ringraziare ognuno singolarmente. Non sogno nulla di più dalla vita di quello che ho raggiunto nella mia carriera, traguardi che mai avrei sognato, anche se me li sono guadagnati lavorando con passione ogni giorno. Mi alzo molto presto, sono meticoloso. La gente ti rispetta quando pretendi il massimo da te stesso e non pensi mai di essere al di sopra degli altri. Nei programmi dove lavoro sono impiegati macchinisti, operatori, che ho conosciuto quando muovevo in primi passi in tv: sono le persone che ascolto di più, nonostante questo sono un perfezionista». Lei ha avuto anche una parentesi parlamentare a Montecitorio. «Di questo a suo tempo ho parlato. Il mio apporto in questo campo non è servito a nulla. Non ci si può improvvisare politici e pensare di cambiare le cose, si rischia di rimanere dei peones, anche se uno ci crede. Io ho creduto anche ultimamente che le cose per questo paese potessero davvero cambiare, ma vedo tante difficoltà, troppa burocrazia, faccende da riformare». A proposito di riforme, cosa ne pensa di quella costituzionale? «Io sono favorevole a tutte le riforme in generale, comunque e sempre».

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