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Polemiche sulla grande Moschea di Roma, “serve più trasparenza”

Divisioni a Roma, sulla gestione della Grande Moschea e del Centro culturale islamico in Italia. Esponenti della comunità araba attaccano i dirigenti sui bilanci e le forme di trasparenza sulla partecipazione. A guidare il fronte di chi esprimere perplessità e a chiedere verifiche è Foad Aodi, presidente della Comai (Comunità del mondo arabo in Italia): «Bisogna capire quali sono i motivi per cui tanti arabi musulmani non frequentano la Grande Moschea». I laici rivendicano in generale la possibilità di una maggiore presenza all’interno del centro islamico culturale d’Italia, contro «lo strapotere marocchino», che ultimamente non sarebbe visto di buon occhio neppure dagli ambienti sauditi. La richiesta è di maggiore trasparenza sui bilanci e di poter eleggere democraticamente il presidente del Centro (quello attuale è il marocchino Abdellah Redouane), affinché non sia solo frutto di un accordo tra le ambasciate egiziana, saudita e marocchina. Dalla Grande Moschea hanno invece fatto sapere che i bilanci sono depositati e c’è un’assemblea di soci che elegge il presidente. Lo Statuto dell’organizzazione è depositato presso il Ministero degli Interni con un’assemblea di soci composta da cittadini italiani e alcuni posti spettano di diritto alle ambasciate che contribuiscono al finanziamento del Centro culturale Islamico, che riguarda per il 99% le spese correnti. «Se qualcuno vuole candidarsi come nuovo presidente – dice il portavoce della Grande Moschea, Omar Camilletti, può farlo». A far emergere già alcuni giorni fa le divisioni sono state le polemiche sulla decisione di aderire o meno all’appello sulla partecipazione alla messa domenicale il 31 luglio nelle chiese cattoliche, dopo l’omicidio di padre Jacques Hamel nella piccola chiesa di Saint Etienne du Rouvray, in Francia. Alcuni imam e centri islamici, pochi rispetto alla maggioranza, pur lanciando appelli di fratellanza hanno evitato l’iniziativa o deciso di non aderire ufficialmente. Al centro della discussione c’era lo scetticismo del portavoce della Grande Moschea, Omar Camelletti, sull’iniziativa.

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