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Trastevere, ristoranti tra i rifiuti: “Pagheremo i privati per pulire”

093640421-eebff02c-c147-41b9-9e43-1e113e9e3d92Emergenza rifiuti, a Trastevere il limite è stato superato, i ristoratori pensano di farsi giustizia da sè, di pagarsi le pulizie da soli, in assenza di un servizio pubblico efficiente. Una situazione spesso denunciata dagli abitanti, che da tempo lamentano il malfunzionamento della raccolta porta a porta, ma che ora allarma anche ristoratori e commercianti. “Soffochiamo tra i rifiuti, non sappiamo più dove e quando lasciare la spazzatura, perché l’Ama non rispetta gli orari, mancano i sacchi per la raccolta, un caos”, denuncia Marco Depedis, proprietario del ristorante “Popi popi” di via delle Fratte di Trastevere. “Gli operatori non vengono a ritirare l’immondizia negli orari giusti e siamo costretti a lasciare i sacchi fuori da bar e ristoranti, buste che si sommano a quelle non raccolte nei giorni scorsi e che diventano colline”, lamenta Depedis. Il risultato è che di notte piazze e vicoli di Trastevere sono pattumiere. “Siamo esasperati, i clienti sono calati- sottolinea Depedis – per risolvere l’emergenza stiamo pensando di pagare una cooperativa privata che si occupi della pulizia delle strade e raccolga l’immondizia portandola in un centro di raccolta Ama”. Oltre al danno, la beffa: “Già versiamo i soldi della tassa Tari e ora dovremo spendere anche per una ditta che faccia ciò la municipalizzata non fa”.

“Quest’amministrazione si disinteressa delle imprese private e della salute dei cittadini. Paghiamo e tasse e riceviamo degrado invece di servizi”, attacca Piero Lepore, presidente della settore ristorazione Fiapet- Confesercenti. Che poi aggiunge: “Se il Comune non interverrà al più presto per risolvere questa vergogna alzeremo le barricate. Scenderemo in piazza, abbasseremo le saracinesche e faremo tutto quello che sarà necessario per riportare Roma al livello di decoro che merita una capitale europea”.

Parole condivise da Valter Giammaria, presidente capitolino della Confesercenti, che fa sapere che presto porterà alla sindaca Cinque Stelle, Virginia Raggi, “un dossier con foto, denunce e una mappa delle strade in cui ci sono le situazioni più critiche dell’emergenza spazzatura “. Perché, conferma Giammaria, “commercianti e ristoratori non sanno più dove tenere i sacchi, i magazzini sono discariche per rifiuti. Stipiamo la spazzatura dove invece dovremmo tenere merce e vestiti da vendere. Ecco perché – prosegue il presidente della Confesercenti capitolina – in molti si stanno organizzando con ditte private di pulizia”. Anche se, ammette, “non credo succeda in nessuna città al mondo che, poiché un servizio pubblico non funziona, i commercianti debbano pagare a loro spese dei privati. Il Comune non dovrebbe svolgere questa funzione? Far funzionare Roma, ecco cosa deve fare il Campidoglio”.

A denunciare la situazione in cui versa la zona, da via del Moro a vicolo del Cinque, da piazza San Calisto a vicolo della Pelliccia fino a piazza San Cosimato, sono, da tempo, gli abitanti. “Trastevere è stato il primo rione dove fu avviata la raccolta porta a porta e il servizio dell’Ama non ha mai funzionato” ricorda Dina Nascetti, del comitato Vivere Trastevere. “In più i bed&breakfast non migliorano la situazione – prosegue – perché i turisti non rispettano la raccolta”. Ma proprio mercoledì sera molti proprietari delle case in affitto delle rete Airbnb hanno partecipato all’iniziativa “RipuliAmo Roma”. “Abbiamo incontrato più volte l’Ama, ma le soluzioni non sono mai quelle giuste – sottolinea Nascetti – sono stati modificati gli orari e le modalità del porta a porta. Eppure gli androni dei palazzi sono tappeti di rifiuti, i cassonetti non hanno una capienza sufficiente e gli abitanti devono tenere i rifiuti in casa”.

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