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EDITORIA/ E la vendita de Il Tempo? Se ne riparla ai primi di settembre

La telenovela di Palazzo Wedekind, incredibilmente, non è finita all’ultima scadenza indicata, quella del 5 agosto. Incredibilmente non ne ha parlato e non ne parla nessuno, della sorte del glorioso quotidiano di Piazza Colonna, de Il Tempo, e dei suoi sfortunati giornalisti al mondo politico e imprenditoriale, al mondo sindacale, alla platea dei media nazionali importa poco o nulla. Disinteresse o volontà di non disturbare i manovratori, i protagonisti di una vicenda dagli aspetti grotteschi, gli imprenditori Bonifaci e Angelucci, entrambi con solide radici abruzzesi che risultano evidenti nelle loro mosse e nel loro carattere. Mai domi, orgogliosi, furbi, ma spesso privi di una visione periferica della realtà che negli affari può essere determinante. L’appuntamento era per il 5 agosto dal notaio. Angelucci doveva presentarsi per firmare la fidejussione e prendersi il giornale di Bonifaci. Ma il patron della Tosinvest npn si è presentato e ha pretesi di rimandare tutto a settembre. Niente fidejussione, ci si vede il 5 del mese prossimo nelle stesse condizioni. E il notaio che se lo paghi Bonifaci. Come interpretare questo atteggiamento? Angelucci è negoziatore accorto e instancabile, pronto ad approfittare di ogni cedimento dell’avversario. Il giudice è in ferie, aspettiamo che torni. E le conciliazioni dei dodici licenziati legate alla vendita fissata per il 28 luglio? Effetti collaterali, una soluzione tecnica si troverà. Ore frenetiche di trattative (ma potrebbe essere stato anche un cinico gioco delle parti, non si saprà mai), i legali hanno continuato a lavorare sull’atto di vendita, la sensazione che tutto si possa chiudere con il rientro del giudice dalle ferie a fine mese, e che si possa arrivare al passaggio formale della proprietà è superiore ai dubbi che tutto finisca in caciara. A cosa serva questo ulteriore mese di stand by non si saprà al di fuori della ristretta cerchia degli addetti ai lavori. Si trova anche l’escamotage tecnico per la situazione dei giornalisti, appesi ad un filo invisibile.La CIGS resta invariata perché legata alla definizione dell’atto: che effettivamente non è saltato ma è oggetto di ulteriore trattativa. Il giornale non cessa le pubblicazioni, ci si rivede a settembre per quello che, ci si augura, sia l’ultimo atto. E le spese d’agosto per l’uscita del giornale? Bella domanda, si fa ai mezzi, come si dice a Roma, pagheranno metà Angelucci e metà Bonifaci. Da amici e partner (nel settore edilizio) ad esempio, quali sono.

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