| categoria: sanità Lazio

IL CASO/La mani della criminalità organizzata sulle nuove farmacie del Lazio ?

Minacce e pedinamenti a dirigenti e funzionari regionali coinvolti nelle pratiche per la assegnazione delle 274 sedi. Zingaretti: Le autorità investigative stanno svolgendo verifiche e in prefettura c’è un tavolo a settembre informerò sullo stato delle cose

Le mani della criminalità organizzata sulle farmacie del Lazio? E di riflesso, l’assegnazione di 274 nuove sedi di farmacie è un caso da Antimafia? Pare proprio di sì, il caso sta esplodendo nel Lazio dopo una riunione della Commissione salute del Consiglio regionale cui hanno partecipato anche il direttore della programmazione sanitaria Vincenzo Panella e il segretario generale della Regione Lazio Andrea Tardiola. Pare che ci siano state addirittura minacce e pedinamenti” ai danni di dirigenti regionali coinvolti nelle pratiche per l’assegnazione delle sedi. La cosa ha dell’incredibile ma evidenzia la possibilità di infiltrazioni criminale in questo quadrante dell’attività sanitaria. Qualcosa di simile è avvenuto in Lombardia – il settore è ricco, fa gola ed è strategicamente distribuito sul territorio – da qui la decisione di ricorrere a ulteriori verifiche con lo strumento della comunicazione antimafia. ““Sono arrivate minacce e pedinamenti nei confronti dei dirigenti regionali che hanno seguito questa questione – ha spiegato il vice presidente del Consiglio regionale Storace -. Io sono rimasto a bocca aperta. Ho chiesto allora di rendere pubblica la denuncia. Dateci il testo della denuncia. La Dia ha detto loro di applicare l’articolo 91 sulla certificazione antimafia. Immaginate dunque quanto tempo passerà prima che si sblocchi la graduatoria. Avendo presentato la denuncia hanno fatto scattare un meccanismo, è nelle cose che i tempi si allungano”. Le autorità investigative stanno svolgendo verifiche e in prefettura c’è un tavolo a settembre informerò sullo stato delle cose”, ha dichiarato il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, chiamato a riferire sul coinvolgimento dell’Antimafia. La cosa, dunque appare seria.

Tutto nasce dagli sviluppi del procedimento di assegnazione delle nuove sedi farmaceutiche previste dal concorso straordinario. Solo il 23 maggio scorso la Regione è diventata parte attiva nella procedura nazionale avviata nel 2012 per potenziare il servizio farmaceutico con oltre tremila sedi in tutta Italia, di cui 274 nel Lazio. Solo in quella data, infatti, ha spiegato in Consiglio il segretario generale Tardiola, il Ministero della Salute ha concluso la procedura concorsuale e da allora la Regione ha avviato l’iter di propria competenza per le assegnazioni. Iter che però ha subito rallentamenti per il gran numero di ricorsi presentati sulle assegnazioni provvisorie”. Per questo, ha spiegato Vincenzo Panella, “si era deciso di procedere ad assegnazioni con riserva per le prime 64 sedi”. Sulla vicenda, però, riferisce la commissione in una nota di sintesi diffusa a margine della seduta, “la Regione ha coinvolto la Direzione investigativa antimafia (Dia), a causa di numerose minacce anonime che sarebbero pervenute a dirigenti e funzionari regionali”.

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