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L’Isis rivendica l’attacco col machete a Charleroi

Police erect a barrier in front of the Belgian Prime Minister's office, prior to a media conference in Brussels on Sunday, Aug. 7, 2016. A man attacked two police officers with a machete near the police headquarters in Charleroi, Belgium on Saturday, Aug. 6, 2016 before being apprehended. (ANSA/AP Photo/Virginia Mayo) [CopyrightNotice: Copyright 2016 The Associated Press. All rights reserved. This material may not be published, broadcast, rewritten or redistribu]

Police erect a barrier in front of the Belgian Prime Minister’s office, prior to a media conference in Brussels on Sunday, Aug. 7, 2016. A man attacked two police officers with a machete near the police headquarters in Charleroi, Belgium on Saturday, Aug. 6, 2016 before being apprehended. (ANSA/AP Photo/Virginia Mayo) [CopyrightNotice: Copyright 2016 The Associated Press. All rights reserved. This material may not be published, broadcast, rewritten or redistribu]


L’Isis ha rivendicato l’attacco di ieri a Charleroi attraverso la sua agenzia Amaq: «Una fonte interna ha confermato all’agenzia che l’aggressione in Belgio è stata opera di uno dei soldati dello Stato islamico», si legge sull’agenzia diffusa da diversi media su twitter. L’attacco è stato compiuto «in risposta agli appelli a colpire i cittadini dei Paesi che appartengono alla coalizione crociata».

L’autore dell’attacco è un algerino di 33 anni, K.B., noto alla polizia solo per criminalità comune, non per terrorismo: lo ha indicato la procura federale in un comunicato. Viveva in Belgio dal 2012, ma era un immigrato illegale, riportano diversi media belgi spiegando che non si trovava in un centro di detenzione a causa della mancanza di posti. La priorità era stata data agli illegali che avevano commesso reati gravi. Il suo Paese d’origine, l’Algeria, non aveva accettato di riprenderlo.

La giustizia belga ha aperto un’indagine per ‘tentativo di omicidio terroristico’. La procura ha precisato che «vi erano indicazioni che l’attentato possa essere stato ispirato da motivi terroristici», e per questo l’indagine è stata affidata ad un giudice specializzato in terrorismo

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