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RIFORME/ Il Codacons chiede alla Corte dei Conti di indagare sui rimborsi ai comitati referendari

«Mentre la Corte di Cassazione ha convalidato le firme raccolte per il referendum costituzionale, il Codacons ha presentato una istanza alla Corte dei Conti e all’Ufficio di presidenza della Camera, affinché sia fatta luce una volta per tutte sui rimborsi spettanti ai comitati referendari». È quanto annuncia l’associazione guidata da Carlo Rienzi. «Come noto ai comitati promotori, nel caso di quesito dichiarato ammissibile e di quorum raggiunto, viene riconosciuto un rimborso pari a un euro per ogni firma valida raccolta – spiega l’associazione – Una forma di finanziamento pubblico che da un lato risarcisce i comitati civici che si attivano per proporre un referendum, dall’altro rimborsa anche quei partiti politici che hanno fatto di questo strumento un loro cavallo di battaglia». «La circostanza fattuale – continua – che tanto alla Camera quanto al Senato sia stato già raggiunto il quorum per richiedere formalmente la consultazione assume a parametro per consentire una valutazione in termini di razionalità, efficienza, perequazione e soprattutto legittimità del proliferare di partiti e comitati comunque in via generale riconducibili a partiti, in un contesto in cui i rimborsi ex art. 1,4 legge 157 del giugno 1999 finiscono di fato per costituire una forma alternativa di finanziamento in realtà vietato dal Decreto Legge 28 dicembre 2013, n. 149», scrive il Codacons nell’esposto

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