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ESTATE/ Aumentano i ricoveri per anziani e clochard

«Nel periodo estivo centinaia di anziani vengono letteralmente ‘parcheggiatì negli ospedali campani, attraverso ricoveri ‘improprì, spesso effettuati dai familiari per poter andare in vacanza». L’allarme viene lanciato da Salvatore Isaia, presidente di Federsociale e dell’Osservatorio per la Terza età. «Il boom dei ricoveri estivi nei nosocomi, causato anche dell’aumento delle temperature, registra, in molti casi, l’esaurimento dei posti letto disponibili, costringendo i sanitari alla degenza in barella e addirittura nelle corsie: in tal modo, si aggravano i metodi di soccorso e crescono ulteriormente i costi della spesa sanitaria», aggiunge Isaia. «Purtroppo, non ci sono nella nostra regione strutture intermedie pubbliche o convenzionate – prosegue Isaia – in grado di garantire l’assistenza ai clochard e agli anziani fragili e ormai aumentano sempre più i familiari che ‘adottanò lo stratagemma del nonno che ha un malore e necessita delle indispensabili cure ospedaliere, anche in presenza di rischiose patologie». «Per contrastare questi fenomeni, occorre il contributo di tutti -avverte il presidente di Federosociale- e innanzitutto delle istituzioni che dovrebbero intervenire attraverso la realizzazione di piani strategico-operativi contro la solitudine degli anziani e non attraverso singole iniziative. Occorre potenziare l’offerta dei servizi sociali nei territori dove l’isolamento è più accentuato, avendo una chiara mappa delle fragilità presenti nella nostra regione, che consenta provvedimenti concreti, in particolare dopo i notevoli tagli imposti dalla spending review anche a questo complesso segmento». «Aumentano sensibilmente anche le richieste di aiuto al ‘Call Center della solidarietà’, attivo 24 ore al giorno dal 1° agosto, allo scopo di dare informazioni agli anziani e ai cittadini che rimangono in città sulle strutture socio-sanitarie aperte. Grazie alla collaborazione con Federfarma, le farmacie consegnano medicinali agli anziani impossibilitati a muoversi», ricorda. «Non dobbiamo dimenticare – spiega Isaia – che il 35% degli anziani in Campania non ha assistenza sanitaria. Basti pensare che le case di riposo sono solo 231 contro le 876 della Lombardia e le 810 della Sicilia. Gli anziani over 65 in Campania sono più di 940mila. La percentuale di disabili, tra questi, è del 22,6%». «Ad agosto, le persone anziane -ricorda Isaia- hanno necessità di un’assistenza maggiore perché tendono a disidratarsi per la dispersione di liquidi con la sudorazione e il primo consiglio dei medici di base è di far bere almeno due litri di acqua nel corso della giornata. Anche l’assunzione dei farmaci si complica per la scarsa idratazione: i medicinali assorbiti nel sangue trovano una componente liquida ridotta e quindi potrebbero subire una maggiore concentrazione e un effetto controproducente». «In alcuni casi, senza un’opportuna assistenza, si rischia solo di far peggio, tentando il ‘rimedio fai da tè, ovvero riducendo autonomamente il dosaggio delle cure o addirittura interrompendo le terapie, senza l’indispensabile consultazione del medico», aggiunge. «Poi, in alcuni casi -conclude il numero uno di Federsociale – abbiamo anche registrato che i pensionati non acquistano i farmaci e non si sottopongono ai necessari esami diagnostici perché non hanno i soldi per pagare il ticket».

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