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In 13 chiusi in cella per 7 giorni senza cellulari né Internet: l’esperimento a Montefiascone

Per una settimana si rinchiuderanno in cella, volontariamente. Vivranno come fanno i detenuti, senza contatti con l’esterno, escluse le visite. È il progetto “Mezza Galera. Artisti in resilienza”, curato da Giorgio de Finis e ArteLiberaTutti, che prevede la reclusione dei 13 tra pittori e scultori nel carcere mandamentale di Montefiascone, sul lago di Bolsena in provincia di Viterbo.

Francesco Bancheri, Arianna Bonamore, Giovanni de Angelis, Giorgio de Finis, Massimo De Giovanni, Diamond, Santino Drago, Martin Figura, Piotr Hanzelewicz, Hans Hermann Koopmann, Andrea Lanini, Paola Romoli Venturi e Samuele Vesuvio da questa sera vivranno per una settimana in regime di limitazione della libertà nell’ex carcere di Montefiascone dove realizzeranno la loro cella.

“Ciascun artista in resilienza – spiegano gli organizzatori – trascorrerà la giornata rinchiuso nei suoi 8 metri quadrati circa, che lascerà solo per l’ora d’aria e il momento dei pasti, consumati in comune. Vietati telefono e connessione Web; il solo contatto con il mondo esterno sarà costituito dalla visita in parlatorio. I colloqui saranno concessi, senza limitazione di tempo e numero, a parenti, amici ma anche al pubblico, che per la prima settimana non avrà accesso all’edificio, ma potrà incontrare gli artisti”.

La mostra sarà visitabile solo a partire dall’ottavo giorno fino al 17 agosto, quando i 13 ospiti lasceranno il carcere e le stanze verranno aperte. E proprio le stanze diventeranno le opere in mostra, “ciascuna pensata, arredata e abitata dall’artista che – continuano – nell’immaginarla e nel realizzarla avrà dovuto risolvere la questione della doppia natura degli oggetti introdotti, al tempo stesso funzionali e rappresentazione (del sé, come artista e/o come recluso), e ai quali si saranno aggiunti i manufatti artistici prodotti nei sette giorni di prigionia”.

Il carcere mandamentale di Montefiascone venne chiuso nel 1981, a cento anni precisi dalla sua apertura. La data dell’inaugurazione, 1881, si trova ancora incisa in una pietra murata sottosopra nella parte alta della parete est dell’edificio.

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