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Niente da fare, il campo rom a Roma Nord si farà

Roma Nord avrà un nuovo campo rom, il primo targato Cinque stelle. Era stato redatto e pubblicato dal dipartimento Politiche sociali alla chetichella nei giorni precedenti il secondo turno di votazioni per l’elezione del sindaco della Capitale. E ora quel bando per la realizzazione di un nuovo campo nomadi nel XV municipio o nei territori limitrofi sarà portato avanti. La giunta Raggi, impegnata in campagna elettorale a promettere la chiusura graduale dei campi rom, appare propensa a realizzare – contrariamente a ogni aspettativa – un nuovo campo dopo aver ricusato le opposizioni del XV municipio, guidato dal pentastellato Stefano Simonelli, e rigettato una mozione di Fratelli d’Italia nella penultima assemblea capitolina che chiedeva il ritiro del provvedimento. Ma andiamo per gradi. Lo scorso 14 giugno sull’Albo pretorio compare il testo del bando per un valore di un milione e 270mila euro che scadrà il prossimo 22 ottobre. Il testo prevede la realizzazione di un centro d’accoglienza nel quadrante di Roma Nord – in una zona compresa verosimilmente tra Tor di Quinto, Prima Porta o Labaro – per 120 famiglie attualmente ospitate nel campo nomade The river in via Tenuta Piccirilli. In questo insediamento pare debbano essere eseguiti dei lavori di manutenzione e ristrutturazione e pertanto è necessario provvedere all’allestimento temporaneo di un altro campo che sia prossimo a scuole e servizi di prima utilità e che riesca ad accogliere circa 450 persone.
Di fronte a questo i residenti del XV municipio, ma anche l’amministrazione del territorio, non hanno esitato un secondo a muovere delle obiezioni. Schierati sulla linea del no i consiglieri piddini, con l’ex presidente del municipio Daniele Torquati pronto a ricordare: «Nella precedente consiliatura approvammo perfino un atto per chiedere la chiusura definitiva del The River, adesso ci impongono un altro campo con un bando pubblicato senza aver prima consultato gli uffici del municipio».
A questo si sono aggiunte le rimostranze di un’altra parte d’opposizione, quella di Fratelli d’Italia che per anni ha denunciato più volte una situazione fuori controllo, con insediamenti abusivi in crescita, soprattutto lungo la dorsale del Tevere, e la mancanza di spazi idonei a poter ospitare un nuovo insediamento. Va ricordato che proprio nel territorio di Roma-Nord insistono già il centro d’accoglienza nell’Hotel Point di via Flaminia o quello a Casal San Nicola tra la Cassia e la Storta. «Una delle poche zone libere sarebbe quella di via del Baiardo – puntualizza Giorgio Mori, a capo del dipartimento Immigrati per Fdi – In quell’area c’era un campo nomadi che venne sgomberato nel 2012, non si può tornare indietro». Così, il consiglio municipale ha firmato all’unanimità una mozione per chiedere alla giunta Raggi di ritirare il provvedimento. La richiesta è caduta nel nulla. E non è valso neanche il tentativo andato in scena nella penultima assemblea capitolina in aula Giulio Cesare, dove i consiglieri di Fratelli d’Italia hanno, a loro volta, presentato una mozione a firma di Andrea De Priamo chiedendo il ritiro del bando. La mozione, infatti, è stata respinta. Si va avanti.

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