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Genova, i profughi accolti in centro spaccano la città e il Pd

Trenta persone nel caotico e affollato traffico di mezzi e pedoni della centralissima via XX Settembre rappresentano una goccia nel mare. Ma visto che questi 30, che il prefetto di Genova Fiamma Spena ha deciso dovranno essere accolti in un edificio demaniale e abbandonato, sono dei migranti, il capoluogo ligure in questi sonnacchiosi giorni agostani è attraversato da una bufera.
E a colpire non è tanto la rivolta dei molti commercianti e dei pochi residenti – l’arteria è quasi interamente popolata da uffici e studi professionali – quanto quella dei politici. E, di nuovo, non sorprende tanto la posizione espressa proprio oggi dall’assessore regionale nonché segretario ligure della Lega Nord Edoardo Rixi, che parla di “Grave offesa alla città, siamo pronti a opporci sul piano amministrativo e politico” e se la prende con il sindaco Marco Doria, anche se la decisione è tutta della prefettura.
Stupisce, invece, che il tema accoglienza stia spaccando il Pd. O perlomeno ci sta provando Simone Regazzoni, primo autocandidato alle prossime primarie per eleggere il sindaco di Genova nel 2017. Regazzoni, filosofo e appassionato di Clint Eastwood (che chiama “zio Clint”), si è detto contrario all’ospitalità nella via del commercio e sollecita sui social il suo segretario Alessandro Terrile a intervenire sul tema sicurezza e immigrazione.

L’assessore alle politiche dell’immigrazione del comune Emanuela Fracassi ha già spiegato che i trenta africani che verranno accolti ricambieranno l’ospitalità lavorando e dando una mano nel vicino Mercato Orientale, il mercato boutique del centro città. Ma questo non basta a placare la tensione.

Il comitato già è stato fondato: su whatsapp. Si chiama Migranti XX Settembre, riunisce negozianti e condomini del palazzo che ospiterà trenta profughi al civico 11 di via Venti. La strategia è delineata: «Abbiamo scritto al consigliere regionale della Lega Edoardo Rixi, chiesto un incontro al prefetto, e lunedì ci riuniremo in assemblea – racconta Franco Gromi, amministratore dei civici 7, 9, 11, 13 e 15, cinquanta appartamenti, metà famiglie e metà uffici, c’è anche Aster, un bed and breakfast e un magazzino degli eredi di Paganini – sappiamo che all’appartamento dei migranti servirà l’allaccio dell’acqua a quella condominiale. Ecco: sarà difficile che lo concederemo».
La decisione della Prefettura di ristrutturare settecento metri quadri al secondo piano del civico 11, uno spazio di proprietà demaniale dove fino a due anni fa c’era la biblioteca universitaria, e accogliere una trentina di migranti già a fine mese a lavori conclusi, è dettata dall’emergenza: perché nel capoluogo ligure i profughi sono già 2.200, e gli spazi non bastano mai. «L’obiettivo è liberare prima possibile il padiglione C della Fiera – ha spiegato il prefetto Paolo D’Attilio – un impegno che intendiamo rispettare». Ma la notizia della nuova casa dei migranti ha fatto cadere dalle nuvole residenti e commercianti, che l’hanno appresa dai giornali.

Tre metri. È questa la distanza tra il portone di legno del civico 11, l’ingresso della nuova casa dei profughi, e quello della prima porta del Mercato Orientale. Ed è qui che tutte le mattine, “dalle 7 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 19.30, quasi orario d’ufficio”, ironizzano i titolari dei banchi, si presentano ogni giorno i profughi a chiedere l’elemosina. Sempre gli stessi. Uno ad ogni ingresso. Dietro a questa metodicità le cooperative che gestiscono gli spazi vedono la mano lunga del racket. Su questo tema l’assessore comunale alle Politiche dell’Immigrazione Emanuela Fracassi ha appena incontrato il prefetto, «verranno avviate delle verifiche».
Intanto Forza Nuova getta benzina sul fuoco, e promette di occupare

la struttura “per destinarla ai profughi italiani”. “Una decisione presa alla chetichella, nel pieno delle ferie agostane – attaccano Stefano Balleari, vicepresidente del consiglio comunale e candidato sindaco di Fratelli d’Italia, e Matteo Rosso, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione – uno schiaffo ai commercianti e a chi si sta impegnando per il rilancio turistico di Genova. Il Comune ha intenzione di destinare alloggi per profughi anche a Boccadasse?”.

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