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Montella punta all’Europa, il Milan sia unito come l’Italvolley

«Uno per tutti, tutti per il Milan». Vincenzo Montella vuole che la sua squadra si compatti come i moschettieri, o come l’Italvolley che a Rio ha fatto l’impresa contro gli Usa conquistando la finale olimpica. E domani pomeriggio, mentre Zaytsev e compagni lotteranno per l’oro in un Maracanazinho infuocato, i rossoneri in un San Siro prevedibilmente freddino inizieranno la dura scalata verso un posto in Europa League, obiettivo minimo indicato dall’allenatore alla vigilia del debutto in campionato contro il Torino. È la settima stagione in Serie A per Montella (che ha spiegato di aver parlato con Silvio Berlusconi nei giorni scorsi), ma il napoletano ammette «un pizzico d’emozione», gestendo con diplomazia i temi più delicati della tutt’altro che lineare estate milanista. Il mercato innanzitutto, frenato dalla mancata cessione di Bacca e dalle scelte della proprietà in uscita e da quella cinese in entrata, che insieme hanno deciso investimenti per soli 25 milioni di euro. «Conoscevo le potenzialità economiche della società, non è successo nulla che non mi aspettassi», ha assicurato Montella che si ritrova solo con quattro rinforzi, nessuno dei quali al momento è un titolare. L’ultimo, il trentunenne José Sosa, costato 7 milioni di euro, ha un solo allenamento nelle gambe. Il suo arrivo ha fatto insorgere i tifosi, e non è chiaro se sia stato voluto o subìto dall’allenatore. «Posso avvalermi della facoltà di non rispondere? – ha sorriso l’ex attaccante – Nella scelta dei giocatori va considerato il budget a disposizione. L’allenatore dà valutazioni tecnico-tattiche, l’aspetto economico e patrimoniale non gli spetta, almeno in Italia. Sosa può portare avanti il nostro metodo di gioco. Avevo chiesto Iniesta, che ha più o meno la stessa età, ma non c’è stato modo…». Battute a parte, non è esclusa un’ultima operazione. Intanto, contro il Torino di Sinisa Mihajlovic, sarà proprio Montella l’unica vera novità rispetto al Milan guidato dal serbo fino ad aprile. «Un allenatore da solo non può fare miracoli, tutte le componenti devono lavorare unite, calciatori, società, tifosi», ha sottolineato l’allenatore rossonero, consapevole che negli ultimi anni si sono aperte numerose crepe nel mondo Milan, ma ottimista sul futuro. «Sulla carta ci sono squadre più attrezzate, ma non è un problema – ha notato -. Talvolta è più stimolante risalire nonostante la scarsa fiducia esterna. I miei giocatori sono migliori di quanto loro stessi pensino». La concorrenza si è rinforzata, ma sarebbe una sciagura restare fuori dalle coppe per il quarto anno di fila. «Dobbiamo quantomeno entrare in Europa League. Ma il mio obiettivo personale – ha aggiunto Montella – è creare fiducia e coesione: senza quelle non si arriva alle vittorie. L’esempio è la nazionale azzurra del Volley: uniti hanno raggiunto l’obiettivo».

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