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NORDCOREA/ Scappa il “tesoriere” di Kim, è caccia all’uomo

La Corea del Nord ha varato misure straordinarie anti-diserzione per contrastare le turbolenze che stanno minando la «fedeltà» dell’elite verso Kim Jong-un, nel mezzo della caccia all’uomo del funzionario in fuga basato in un Paese dell’Unione europea che avrebbe in custodia le chiavi di oltre 400 milioni di dollari – e di molti segreti lavorando per il famigerato Ufficio 39 del Partito del Lavoratori – di asset riconducibili ai vertici, soprattutto al leader supremo. Secondo le ultime indiscrezioni dei media sudcoreani, l’uomo si troverebbe «sotto protezione», pur essendo del tutto incerto il Paese di destinazione o se sia ancora alla ricerca di asilo. I controlli sulla rete diplomatica di Pyongyang sono stati rafforzati con l’immediata esecuzione degli agenti incaricati alla sorveglianza «che mancheranno l’obiettivo di neutralizzare le cause di diserzione», mentre ai familiari dei funzionari è stato disposto il rientro in patria a garanzia della fedeltà per scongiurare altri casi dopo quello eclatante di Thae Yong-ho, il vice ambasciatore a Londra, rifugiatosi con moglie e figli a Seul, come confermato mercoledì il ministero dell’Unificazione. Thae, da 10 anni in Gran Bretagna (periodo straordinariamente lungo per la diplomazia nordcoreana), è figlio del generale a 4 stelle Thae Pyong-ryol, eroe della lotta partigiana contro le truppe giapponesi, mentre sua moglie O Hye-son è legata a O Kum-chol, vice capo del Comando generale dell’Esercito popolare di Corea, figlio di O Peak-ryong, figura chiave della guerriglia anti-nipponica e vicina a Kim Il-sung, nonno del leader attuale. Il trend di defezioni della elite torna indietro fino alla brutale esecuzione di Jang Song-taek, zio e tutore di Kim Jong-un, eliminato a causa dei rapporti d’affari troppo autonomi sviluppati in Cina, una minaccia per il giovane capo supremo. Una mossa che scosse i funzionari senior, vedendo a rischio i privilegi accumulati, e altre categorie speciali come manager e segretarie delle cellule del Partito dei Lavoratori, all’estero per controllare diplomatici e sviluppare affari. Kim Chol-song, segretario all’ambasciata di Mosca, scomparve all’aeroporto di San Pietroburgo a luglio, per riapparire a Seul con la famiglia. Nei primi sei mesi dell’anno, non a caso, le diserzioni al Sud sono salite a 814 contro le 705 dell’analogo periodo 2015. Thae è scappato perché «criminale» e «feccia umana» e al solo fine di evitare «le punizioni di legge», ha tuonato l’agenzia ufficiale Kcna, accusandolo di sottrazione di fondi pubblici, vendita di segreti di Stato e rapimento di un minore. Il ministero dell’Unificazione di Seul ha motivato il gesto come «disillusione verso il regime» e sui timori del futuro dei figli, due maschi e una ragazza, espressione della generazione digitale: la vita «normale» condotta nel Regno Unito contro la regressione del ritorno a Pyongyang. Il secondogenito, nato in Danimarca, avrebbe dovuto studiare all’Imperial College di Londra, mentre il primogenito ha una laurea in salute pubblica all’Hammersmith Hospital, affiliato all’Imperial College.

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