| categoria: editoriale

Colpiti e affondati, ancora una volta. Si poteva prevedere?

amatrice-8-990x660Siamo alle solite. Attoniti di fronte a tragedie che ti arrivano addosso con la violenza di un uragano. Dolore, macerie, una grande, enorme capacita’ di tenere botta, di reagire, una corsa alla solidarieta” che come al solito copre e supplisce alle magagne di un sistema di pronto intervento che non sempre e’ impeccabile‎. E’ un film gia’ visto. Noi italiani siamo imbattibili e generosi in queste circostanze. I buchi neri sono prima e dopo. La gestione della ricostruzione, i programmi per rimettere in piedi un territorio che gia’ storicamente rappresenta una cenerentola, una ultima della classe dal punto di vista sociale, politico, economico, delle infrastrutture. Il. Governo centrale finge che il Reatino non esista, analogo atteggiamento tiene la Regione Lazio. Ora saranno costretti ad intervenire. Una unica via di accesso e di uscita, la Salaria, stretta e complicata, un’unico ospedale, il De lellis, sempre in affanno. C’era un altro presidio proprio ad Amatrice ma non era performante, e’ stato declassato. Tanti paesini con poche decine di abitanti. Ma arroccati. Irraggiungibili. Ora arriva Zingaretti e si agita, fa tutto lui. Ma non e’ credibile. Il secondo buco nero riguarda la capacita’ di gestire, di prevedere il fenomeno sismico. E’ arrivato all’improvviso? C’erano stati segnali? L’Aquila non ha insegnato nulla? Il super-tecnico Boschi ora ammonisce e prevede. C’e’ qualcosa che non funziona. Giovanni Tagliapietra

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