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Mercati europei in calo, spread a 121 punti

borsa-finanza-mercati-600x300Avvio in calo per i mercati europei. Spunti in mattinata potrebbero arrivare dall’indice Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche, atteso in marginale recupero ad agosto. Le stime degli economisti prospettano per il dato di agosto un lieve miglioramento a 108,5, rispetto a luglio, quando l’indice si era attestato a 108,3. Nei giorni scorsi le indagini sull’attività del settore privato hanno mostrato una relativa resistenza dell’economia tedesca alla Brexit.

Il focus del mercato resta comunque l’intervento della numero uno della Fed, Janet Yellen, in agenda domani al forum di banchieri centrali a Jackson Hole che inizia oggi. Gli operatori monitoreranno con attenzione i suoi commenti sullo stato dell’economia americana per cogliere l’orientamento sui tempi di un nuovo rialzo del costo del denaro, dopo che alcuni esponenti dell’Istituto centrale Usa hanno recentemente fatto riferimento all’approssimarsi del momento di una stretta rialzista.

Spunti sullo stato della ripresa Usa potrebbero fornirli i numeri delle richieste di sussidio per la disoccupazione della settimana scorsa (le attese sono per un aumento a 265.000 da 262.000 della settimana precedente) e dall’indagine Markit sull’andamento dell’attività del settore servizi che dovrebbe segnalare un’accelerazione del ritmo di crescita a 52 da 51,4.

Btp anch’essi sostanzialmente stabili, in un contesto di mercato dove predomina un certo attendismo: lo spread Btp/Bund scambia a 121 punti (il rendimento del decennale italiano è all’1,13%). A fine seduta il ministero dell’Economia comunicherà il dettaglio di quantitativi e tipologie delle aste a medio-lungo termine in agenda martedì 30 agosto. Si comporrà così il quadro delle aste di fine mese, dopo che ieri il Tesoro ha comunicato l’emissione di 6 miliardi Bot semestrali lunedì 29 agosto a fronte di titoli in scadenza per 6,875 miliardi.

Il Brent resta schiacciato sotto quota 50 dollari il barile, mentre il biglietto verde è stabile sullo yen a 100,413 e in marginale calo sull’euro, che sale a 1,1266 da 1,1261 dollari. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib scivola a quota 16.792 punti (-0,59%). Sotto i riflettori Bper (-0,40% a 3,49 euro), perché, come anticipato da MF-Milano Finanza, oggi si riunisce il cda per discutere i termini di un’offerta, probabilmente non ancora vincolante, per Banca Marche e Banca Etruria , le due good bank messe nel mirino già da un paio di settimane, con un corrispettivo vicino ai 300 milioni di euro.

Sarebbero ancora in discussione i dettagli sugli esuberi. Si ricorda che le offerte vincolanti per le quattro good bank sono state respinte dal Fondo di risoluzione gestito da Banca d’Italia, ma gli istituti di credito devono essere venduti entro fine settembre. Banca Marche e Banca Etruria sono le più grandi delle quattro good bank con asset totali pari a circa 15 miliardi di euro e 7 miliardi, rispettivamente, e un book value complessivo di 1-1,4 miliardi di euro.

“La loro acquisizione sarebbe gestibile per Bper data la sua forte posizione di capitale con un Cet1 al di sopra del 14% a seguito dell’adozione dei modelli Airb”, affermano stamani gli analisti di Banca Akros, ritenendo che il consolidamento del settore bancario italiano accelererà nei prossimi mesi e quindi ribadiscono la nostra raccomandazione buy e il target price a 5,3 euro sul titolo Bper.

Anche gli esperti di Equita (rating hold e target price a 4,4 euro) credono che Bper possa procedere all’acquisizione senza aumento di capitale visto che appunto il Cet1 è superiore al 14%. “Dai dati delle due banche, si deduce che l’acquisizione di Banca Marche e Banca Etruria per 300 milioni di euro potrebbe generare circa 1/1,1 euro di badwill da includere nel Cet1 di Bper. D’altra canto sarebbero consolidati anche gli asset ponderati per il rischio, Rwa. Peraltro un prezzo inferiore a 1,6 miliardi di euro potrebbe innescare la partecipazione del sistema bancario al rimborso della parte residua delle linee di credito”, precisano gli analisti di Mediobanca Securities (rating outperform e target price a 4,70 euro).

Altri potenziali offerenti per le good bank sono Ubi (-0,58% a 2,40 euro) e Credit Agricole . In effetti, “la potenziale mossa di Bper potrebbe mettere pressione sulle altre banche popolari per azioni simili che coinvolgano le altre due banche oggetto di salvataggio”, ipotizzano gli analisti di Banca Imi, con Ubi che potrebbe essere interessata a Carife, anche se conferme ufficiali in merito non sono arrivate.

Invece Unicredit (-0,80% a 2,24 euro) ha emesso un covered bond decennale da 1 miliardo di euro, che offre uno spread di rendimento di 20 punti base sul tasso del midswap, nell’ambito del programma “conditional pass trough” della banca. Pzu, il maggiore gruppo assicurativo polacco, oggi a Milano per un incontro con i vertici di Unicredit , ha in programma investimenti nel settore bancario, come ha confermato l’ad della compagnia polacca statale, Michal Krupinski. Secondo le ultime voci Pzu vuole acquistare il 40,1% che Unicredit detiene in Bank Pekao.

Altri rumors interessano Unicredit . Sarebbe allo studio presso alcune banche d’affari anche l’ipotesi di creare un grande polo del risparmio gestito e della consulenza finanziaria attraverso uno scambio azionario, o una fusione, tra FinecoBank (-1,18% a 5,43 euro) e Banca Generali (-0,50% a 17,81 euro). Inoltre, oggi si riunisce il cda di Vivendi che tratterà la questione della pay-tv Premium. Il cda del gruppo francese però non dovrebbe formulare nessuna ipotesi di ricucitura dopo la rottura dell’accordo con Mediaset (-1,71% a 2,87 euro).

Intanto Orange ha smentito un accordo con Vivendi che comporterebbe l’acquisto di una quota di CanalPlus e di Telecom Italia (sulla parità a quota 0,808 euro), ma ha detto che sta discutendo con tutti gli operatori nel settore dei contenuti per una possibile intesa. mentre l’impatto del forte terremoto che ha colpito il Centro Italia è modesto per UnipolSai (-1,16% a 1,44 euro): a una prima stima i danni non dovrebbero fare scattare le condizioni trigger sul bond catastrofi da 200 milioni di euro emesso l’anno scorso dalla compagnia, ha precisato un portavoce.

Eni scende a quota 13,44 euro (-0,52%) anche se Macquarie ha avviato la copertura dell’azione con un giudizio outperform e un target price di 16 euro. Invece Hsbc è intervenuta su Terna (+0,04% a 4,68 euro), limando il prezzo obiettivo da 4,50 a 4,40 euro e ribadendo il rating reduce. Infine Italia Independent crolla del 6,82% a quota 5,40 euro dopo aver chiuso il semestre con un ebitda negativo, lanciato un piano di riorganizzazione e assicurato che l’aumento di capitale sarà chiuso entro l’anno.

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