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Viaggi della paura, nuovo trend: tintarella in Somalia, sci in Kurdistan

somalia-ape10Che ne dite di una nuotata col rischio pirati o di una sciata col pericolo Isis accanto? Altro che la tintarella in un resort ai Caraibi… La paura quest’anno rientra nel pacchetto vacanze. Almen per qualcuno. Sono i viaggiatori della paura, quelli che sfidano la sorte pur di vedere il mondo, attratti proprio dalle zone più pericolose del pianeta. Amano il brivido, noncuranti degli allarmi lanciati dai governi o delle raccomandazioni di amici e parenti. Eppure sono una nicchia di viaggiatori in continua crescita e per intercettarli sono nati operatori specializzati, che ora stanno cavalcando il nuovo business.

AFGHANISTAN – Un trend venuto alla ribalta proprio quest’estate dopo che, a inizio agosto, un gruppo di viaggiatori occidentali è stato attaccato dai Talebani nell’ovest dell’Afghanistan. Viaggiava su una delle rotte più pericolose e remote, la “strada centrale” che dalla capitale Kabul raggiunge Herat, passando per la valle di Bamiyan, nota per le statue dei Buddha demolite dai Talebani e per gli splendidi laghi di Band-e-Amir, e la pericolosissima provincia di Ghor.

Un vero e proprio viaggio organizzato, proposto dall’agenzia Hinterland Travel, fondata oltre 36 anni fa e guidata da Geoff Hann, esperto conoscitore dell’area. L’agenzia è specializzata in viaggi avventurosi in luoghi ad alto rischio. E non ci sono solo le regioni montuose attorno a Kabul, come racconta la testata inglese Business Insider.

IRAQ – Molto “alla moda” è anche l’Iraq, da Baghdad a Bassora, dove visitare siti archeologici praticamente sconosciuti, tra scontri militari e attentati terroristici. Sconsigliato qualsiasi tipo di viaggio dalla Farnesina, come è scritto sul sito viaggiaresicuri.it: “Chiunque scelga di avventurarsi comunque nel Paese espone se stesso a gravi rischi e se ne assume la responsabilità”.

Anche in questo caso si possono consultare le offerte di Hinterland Travel: i tour variano da un minimo di nove giorni a un massimo di 24, per un totale di 3mila sterline, senza volo e tasse. Mediamente ogni gruppo è composto 8 persone, senza limiti di età, purché siano in buone condizioni di salute, considerate le difficoltà, le scomodità e i rischi che un simile viaggio comporta. L’agenzia offre anche ai potenziali viaggiatori una motivazione etica di sostegno alle popolazioni locali: “Ci appoggiamo ad alberghi, pensioni e guest house locali, contribuendo così in modo diretto a sostenere l’economia locale. Siamo consapevoli che molti dei luoghi che visitiamo e delle persone che vi abitano sono molto poveri e cerchiamo di aiutarli in tanti piccoli modi”. E ancora: “Il popolo afgano è cordiale e accogliente, anche se resterà diffidente finché non dimostreremo che noi siamo viaggiatori e non qualcos’altro”. Dalle province più remote del Pakistan al Kashmir indiano, ce n’è per tutti i gusti, tra archeologia e natura, storia e pericolo: il loro sito web mostra offerte di viaggio fino al 2017 con uno sconto del 7% sulle prenotazioni anticipate.

SUDAN – Un’altra agenzia è Wild Frontiers, fondata nel 2002 dallo scrittore di viaggi Jonny Bealby. Mete in tutto il mondo, anche qui Iraq e Afghanistan, ma anche Sudan, per esempio: alla scoperta dei siti archeologici Unesco, dei paesaggi desertici e della popolazione locale, che di distingue per ospitalità e accoglienza. Un itinerario che si dirige verso il Nord del Paese, a partire da Khartoum, zona meno a rischio rispetto alle regioni meridionali del Darfur, ma la Farnesina anche in questo caso avverte: “In tutto il Paese persiste un generale clima di tensione. Per quanto concerne la capitale Khartoum, le condizioni di sicurezza sono migliori anche se – in considerazione della situazione di tensione collegata al quadro regionale ed ai conflitti interni e al deteriorarsi delle condizioni economiche – si raccomanda di tenere un atteggiamento di rafforzata attenzione e prudenza. Il Paese condivide con il resto del mondo la crescente esposizione al rischio del terrorismo internazionale”.

CECENIA – Sempre Wild Frontiers propone un itinerario nel Nord del Caucaso, tra Cecenia, Dagestan e Ossetia, tutte aree nelle quali si sono registrate negli ultimi anni attività di gruppi armati ed azioni terroristiche, come ricorda la Farnesina: “Una vacanza in Cecenia può sembrare incredibile o assurda per alcuni, ma la regione ha molto di più da offrire rispetto all’immagine trasmessa nella storia recente. Anche se molti antichi villaggi sono stati distrutti dai miliziani, i viaggiatori possono godere delle acque del lago di Kazenoj, visitare la capitale Grozny e siti come “Il Cuore di Cecenia”, una delle più grandi moschee in Russia”.

SOMALIA – Non è finita. Un altro operatore inglese, Untamed Borders, propone pacchetti per trekking in Tagikistan e in altre zone dell’Afghanistan, oltre a tour anche qui in Cecenia e nel Daghestan russo del Caucaso, ma anche vacanze balneari sulle spiagge somale di Mogadiscio, a rischio pirati. E ancora, settimane bianche nel Kurdistan iracheno e scalate delle vette dell’Afghanistan.

KOSOVO – Variando ancora parte del mondo, si possono trovare altre mete grazie alla società inglese Lupine Travel, attiva dal 2007: in questi caso si può scegliere tra Liberia, Sierra Leone, Corno d’Africa e Kosovo.

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