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Rifiuti, la Procura acquisisce le intercettazioni della Muraro

Quell’interessamento per Salvatore Buzzi, ras delle cooperative, che Giovanni Fiscon, ex dg della municipalizzata dei rifiuti romana, sollecitava a Paola Muraro sarà riesaminato dalla procura. Così come i pm torneranno a leggere le conversazioni in cui l’ex consulente Ama, e attuale assessore all’Ambiente della giunta Raggi, parlava di affari con l’ex ad Franco Panzironi.
Gli interlocutori di allora sono finiti alla sbarra nel processo a Mafia capitale e il comune denominatore di queste conversazioni, captate dal Ros dei carabinieri nel corso dell’inchiesta sulla cupola mafiosa capitolina, è proprio la Muraro, non indagata ma tirata in ballo nel nuovo maxi fascicolo sullo scandalo dei rifiuti romani coordinato dal pubblico ministero Alberto Galanti. La Procura vuole vederci chiaro. Per questo motivo il pm ha deciso di acquisire le informative e le intercettazioni contenute nell’inchiesta sul Mondo di Mezzo relative ai discorsi tra la Muraro’ex consulente, Fiscon, Panzironi e Buzzi.
Si tratta di atti che non sono stati ritenuti penalmente rilevati dai magistrati di Mafia Capitale, ma che potrebbero adesso assumere una nuova valenza investigativa. Il sostituto Galanti, che sull’emergenza rifiuti ha aperto almeno quattro fascicoli, procede per truffa, frode e associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti. Al centro degli accertamenti, Manlio Cerroni, re delle discariche del Lazio. Già sotto processo per associazione a delinquere, rinviato a giudizio per accuse che vanno dall’inquinamento al falso, Cerroni è stato iscritto per l’ennesima volta sul registro degli indagati, insieme a funzionari della Regione Lazio e ai suoi più stretti collaboratori.

IL TRITOVAGLIATORE
Tutto ruota intorno al tritovagliatore di Rocca Cencia, un impianto di proprietà della Colari – azienda del gruppo Cerroni – ora affittato alla Porcarelli Gino srl e inutilizzato dallo scorso marzo. Lo stabilimento è stato il fulcro di un dibattito tra la Muraro e l’ex presidente dell’Ama, Daniele Fortini, che ha depositato in Procura 14 esposti sulla passata gestione della municipalizzata.
L’allora consulente avrebbe voluto fare funzionare il tritovagliatore a pieno regime, il l’ex presidente, invece, ha votato per la chiusura. E’ stato proprio Fortini a segnalare che l’impianto era al centro di un’inchiesta che, oltretutto, potrebbe coinvolgere la Muraro, visto che la Procura indaga anche sui possibili rapporti che l’attuale assessore, per dodici anni consulente Ama, avrebbe avuto con il ras dei rifiuti.
LA VICENDA
Prima di arrivare in Campidoglio, l’assessore era infatti responsabile Ippc nell’impianto di Trattamento meccanico biologico di Rocca Cencia. Doveva controllare i materiali di scarto e verificarne la corrispondenza con i parametri Aia. Gli inquirenti indagano pure su questo fronte. La Procura sta facendo accertamenti su quattro Tmb romani: due di Cerroni, altri due di proprietà dell’Ama. Uno è proprio quello di Rocca Cencia. Il sospetto è che l’impianto sia stato sottoutilizzato e abbia prodotto scarti difformi rispetto a quanto prescritto. I carabinieri del Noe hanno effettuato perquisizioni e acquisizioni documentali. Non è tutto. Al vaglio dei pm c’è anche il trattamento economico riservato alla Muraro quando Fiscon e Panzironi erano alla giuda della municipalizzata. Sul punto, potrebbero essere importanti le intercettazioni appena acquisite. Come quella in cui, su richiesta di Fiscon, il 2 settembre 2013 l’assessore parla con Buzzi di un problema con una gara d’appalto. Pochi mesi prima la donna aveva chiesto a Panzironi di essere presa in considerazione per un possibile affare a Dubai.

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