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Terremoto, l’Ordine dei Geologi attacca Zingaretti: “La Regione ignorante”

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Terremoto di Amatrice, l’Ordine dei Geologi del Lazio attacca la Regione Lazio che lo scorso aprile ha approvato il nuovo “Regolamento regionale per lo snellimento e la semplificazione delle procedure per l’esercizio delle funzioni regionali in materia di prevenzione del rischio sismico e di repressione delle violazioni della normativa sismica”.
Un provvedimento che evidenzierebbe “la totale ignoranza, nel senso letterale del termine, da parte del legislatore, delle problematiche relative a risposta sismica locale”, con lo scopo di “allargare ancora le già ampie maglie dei controlli sui progetti”. A parlare è il presidente dell’Ordine dei Geologi del Lazio, Roberto Troncarelli: “Noi geologi siamo stanchi e demoralizzati di dover denunciare sempre le stesse carenze e, in particolare, in questa fattispecie, che numerosi comuni del Lazio si trovino esposti ad alto rischio, in zona sismica 1, quella di massima probabilità di scosse distruttive di elevata magnitudo, analoghe ad Accumoli ed Amatrice. Non possiamo dire quando, ma possiamo dire con certezza che saranno colpiti da un terremoto di forte intensità. E quello che, purtroppo, è altrettanto prevedibile è che ci si troverà ancora impreparati”.
Il Presidente passa all’esempio pratico spiegando che “la recentissima revisione del regolamento regionale per il rilascio delle autorizzazioni sismiche evidenzia la totale ignoranza, nel senso letterale del termine, da parte del legislatore, delle problematiche relative a risposta sismica locale, microzonazione sismica ed effetti di sito, temi da cui è impossibile prescindere per attuare una corretta attività di prevenzione dei terremoti”.
Senza andarci troppo per il sottile aggiunge: “E’ evidentemente una precisa scelta politica quella di allargare ancora le già ampie maglie dei controlli sui progetti presentati, incrementando anche le classi di intervento per le quali non è previsto il controllo”.
Troncarelli prosegue: “Sulla medesima lunghezza d’onda si pone pure la scelta di relegare, in un territorio come il Lazio, gli aspetti geologici e sismici in un appendice, per di più trattati con faciloneria e macroscopici errori tecnici da parte di istituzioni evidentemente senza alcuna competenza specifica e con la spocchiosa presunzione di poter fare a meno del parere degli esperti di questo settore specifico, geologi e sismologi, a dimostrazione dell’incoscienza e superficialità con cui, ancora oggi, anche un ente come la Regione Lazio, tratta il rischio sismico e le sue ricadute sulla incolumità dei cittadini e sulla sicurezza delle infrastrutture”.
Sulla stessa posizione anche il segretario dell’Ordine dei Geologi Lazio, Tiziana Guida: “Per avere un’idea della sensibilità della giunta Zingaretti al problema del rischio sismico nel Lazio basti pensare al processo di redazione degli studi di Microzonazione Sismica di livello 1, avviato nel 2010 con un cospicuo finanziamento regionale, che si è interrotto perché i fondi sono stati destinati ad altre attività, ritenute più importanti. Questi studi consentono di sapere se le diverse aree del territorio comunale presentano delle caratteristiche tali per cui, in caso di terremoto, le onde sismiche vengono amplificate e, quindi, agiscono con maggiore “violenza”. Oggi solo la metà dei comuni dispongono di questi studi validati dalla Regione, e tra questi non figura Amatrice; ma c’è anche il rischio che molti di quelli che ce l’hanno, in futuro non lo potranno utilizzare perché i professionisti geologi che lo hanno redatto non sono stati pagati, a causa del taglio dei fondi, e quindi non sono intenzionati ad acconsentire ancora che si utilizzi un loro lavoro, anche molto impegnativo, per il quale non gli è stato corrisposto alcun compenso”.
Analogo discorso vale per i piani di emergenza comunale di protezione civile che, se ben redatti e, soprattutto, illustrati adeguatamente alla popolazione, secondo Tiziana Guida “possono consentire di gestire al meglio l’evento calamitoso, spiegando ai cittadini quali posti sono sicuri, cosa fare in caso di evento e le forme di autoprotezione. Con ben due delibere, nel 2014 e nel 2015, la giunta regionale del Lazio ha ribadito a tutti i Comuni l’obbligo di dotarsi di tale Piano, specificando come andava fatto ed entro quando, ma non con quali soldi. Considerando i magri bilanci degli Enti Locali, quasi nessuno ha ottemperato agli obblighi previsti. In Campania hanno emanato analogo provvedimento e la Regione ha stanziato ben 15 milioni di euro a favore dei Comuni, per metterli nelle condizioni di dotarsi di un Piano di protezione civile adeguato”.

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