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TERREMOTO/ Errani torna in campo, gestirà la ricostruzione

A lui tocca il difficile compito di gestire il post-terremoto. Vasco Errani è il nuovo commissario per la ricostruzione: nonostante le polemiche sollevate da M5S e dal leader della Lega Matteo Salvini, i pronostici sono confermati e il governo sceglie di affidare proprio all’ex governatore dell’Emilia Romagna, che già fu alle prese con il sisma del 2012 nella pianura padana, la rinascita nelle zone terremotate del Centro Italia. Quello di Errani è un ritorno da protagonista sulla scena pubblica, dopo due anni trascorsi lontano dai riflettori per la vicenda ‘Terremersè che lo portò alle dimissioni da governatore. Bersaniano, ma ritenuto un mediatore in grado di far dialogare le diverse anime del Pd, Errani è nato a Massa Lombarda (Ravenna) nel 1955. Da studente si impegna in politica, nel 1983 diventa consigliere comunale a Ravenna per il Pci, ruolo che svolge fino al 6 giugno 1995 ricoprendo anche la carica, dal 23 ottobre 1992 al 20 giugno 1993, di assessore alle Attività economiche. Nel 1995 viene eletto nel consiglio regionale dell’Emilia Romagna e nel febbraio del 1997 viene nominato assessore regionale al Turismo. Il 3 marzo 1999, conservando la delega al Turismo, viene eletto dal Consiglio regionale presidente della Giunta. Alla guida della Regione resta anche negli anni a seguire. Infatti, il 16 aprile 2000, in seguito alle prime elezioni dirette, diventa governatore con il 56,5% dei voti, sostenuto da un’ampia coalizione di centro-sinistra. Dopo cinque anni, il 3-4 aprile 2005, viene riconfermato con l’appoggio di Uniti nell’Ulivo, Comunisti italiani, Italia dei Valori, Rifondazione comunista, Udeur e Verdi. Il 29 marzo 2010 è ancora una volta eletto presidente dell’Emilia-Romagna con il 52,1% delle preferenze. Da presidente di Regione, Errani diventa anche ‘leader’ dei governatori: nel 2005 infatti, dopo esserne stato vice presidente, viene nominato alla guida della Conferenza delle Regione e delle Province autonome. A lungo presidente della Conferenza delle Regioni, con apprezzamento bipartisan (AdnKronos) – Un ruolo che, negli anni, lo vede in prima fila a dialogare e, talvolta lottare con i governi nazionali nelle difficile trattative legate, ad esempio, ai fondi della sanità, ai tagli delle leggi di stabilità, alle riforme. In questa veste viene apprezzato dai colleghi, non solo di centrosinistra, ma anche di centrodestra: «è super partes, un ‘sindacalistà delle Regioni». È anche per questo che nel 2010, nonostante avesse i numeri per esprimere un proprio candidato, il centrodestra appoggia la riconferma di Errani al timone del parlamentino delle Regioni. «Bisogna lavorare insieme secondo il principio della leale collaborazione»: questo il mantra dell’ex governatore. Una filosofia che ribadisce anche durante la gestione del post-sisma in Emilia Romagna, quando assume le redini di commissario alla ricostruzione. A interrompere il suo lavoro è l’inchiesta ‘Terremersè sul finanziamento di 1 mln di euro da parte della Regione alla cooperativa all’epoca dei fatti guidata dal fratello di Errani. Il governatore viene indagato per falso ideologico e assolto in primo grado. Ma in appello, l’8 luglio 2014, la seconda sezione penale della Corte di Appello di Bologna lo condanna ad un anno di reclusione. Il giorno stesso Errani si dimette rivendicando la sua «piena innocenza».

L’assoluzione nell’appello bis a Bologna avviene il 21 giugno scorso con la formula «perché il fatto non sussiste». «Finalmente è finita», si sfoga Errani su Facebook. «Con questa sentenza di assoluzione – afferma – si chiude una lunga vicenda processuale che forse non avrebbe dovuto nemmeno aprirsi. Si afferma così in modo definitivo la verità». Errani, il cui nome è negli ultimi mesi spuntato spesso come ‘papabilè new entry nel governo o nella segreteria del Pd, dopo la lunga assenza davanti ai riflettori fa ora ritorno da protagonista nella difficile fase della ricostruzione dei paesi devastati del Centro Italia. «Non c’è mai stato un uomo solo al comando, chi ha fatto il lavoro sono stati i Comuni, i sindaci, i tecnici e i dirigenti», aveva detto sulla sua esperienza da commissario in Emilia Romagna. Una gestione che ora, magari, riproporrà come ‘modellò anche per il dopo terremoto del 24 agosto.

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