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Referendum riforme, Boschi: “Probabile voto a fine novembre “

C_2_fotogallery_3004725_0_image“Sarà il Consiglio dei Ministri a stabilire la data del referendum, c’è tempo fino a 13 ottobre per fissare data che si terrà dopo 50 giorni. Credo sia più probabile a fine novembre a questo punto”. Lo ha dichiarato la ministra per le Riforme, Maria Elena Boschi, durante il dibattito ‘Riforme che cambiano il Paese’ alla Festa de L’Unità in corso a Torino. “In questi giorni causa del terremoto abbiamo sospeso la campagna referendaria”, ha aggiunto.

“Non è la fine mondo se vince no” – “Non è giusto equiparare a Brexit il nostro referendum. Se vince il no, non è la fine del mondo”. Ha detto Maria Elena Boschi sposando la nuova linea del governo. “Non dobbiamo immaginare scenari catastrofici in caso di vittoria del no – aggiunge la Boschi – ma essere positivi e consapevoli della grande opportunità che abbiamo se vince il sì…”. “Questa è la volta in cui siamo chiamati a esprimerci in una riforma che non è perfetta ma pone un passo in avanti e dobbiamo essere consapevoli dell’opportunità che si perde dicendo ‘no’ a referendum”. “Non è semplice arrivare a un testo condiviso – ha aggiunto – Non basta un anno per trovare il consenso necessario per avere un’altra riforma. Il momento è ora”.

“La riduzione dei costi della politica serve a riacquistare la credibilità con i cittadini. Noi abbiamo promesso che avremmo ridotto il numero di parlamentari e adesso per la prima volta è una legge. adesso la parola spetta proprio ai cittadini”. Ha aggiunto la ministra per le Riforme, Maria Elena Boschi. “La riduzione dei costi con la riforma costituzionale è un dato oggettivo – ha detto ancora -. La stima è di circa 500 milioni ed è vero che gran parte deriva dalla abolizione delle Province (320 milioni) come la legge Del Rio ha previsto”.

“Il referendum è un’occasione straordinaria per decidere insieme come modificare Costituzione, come vogliamo immaginare Italia nei prossimo 30 anni. Sappiamo l’importanza della scelta: elemento fondamentale è essere informati”. Secondo la ministra Il Pd deve “lavorare perché più persone siano informate, e lo stiamo facendo con attività in università, mercati e associazioni, ma il Pd non basta – ha spiegato Boschi -. La riforma deve parlare a tutti: un ruolo importante dovranno giocarlo i comitati: 3mila sono già nati a favore del sì per fare un operazione di informazione e cercare, con grande rispetto di tutte le posizioni, di confutare alcune false verità”.

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