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TERREMOTO/ Ma quali sette mesi, Maroni offre le case prefabbricate dell’Expo in poche settimane

I prefabbricati di Expo per gli sfollati del terremoto del centro Italia. Il governatore della Lombardia Roberto Maroni rilancia per l’ennesima volta la sua proposta, chiedendo al commissario del Governo Vasco Errani di «non perdere tempo». «Le case prefabbricate del campo base – ha detto Maroni – sono a disposizione della protezione Civile e del commissario. Si possono smontare e rimontare dove serviranno in poche settimane, non in sette mesi». La questione, però, non è così semplice. Bisogna infatti verificare la fattibilità dell’operazione, soprattutto per quanto riguarda le opere di urbanistica e le infrastrutture che devono essere realizzate per far sì che oltre agli alloggi per gli sfollati vi siano una serie di opere che consentano una vera ripresa della vita sociale e lavorativa. Proprio per questi motivi, il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio – che anche oggi con il commissario Errani ha incontrato le popolazioni dei paesi colpiti – ha sentito al telefono il governatore lombardo. E già domani alcuni tecnici della Regione Lombardia, che conoscono le caratteristiche dei moduli Expo e le necessità urbanistiche che richiedono, saranno a Rieti per incontrare i tecnici delle zone colpite. Assieme si verificherà quindi la fattibilità dell’operazione e si deciderà se procedere o meno al trasferimento dei moduli, strutture a tre piani con una superficie per piano di circa 175 metri quadrati. Qualcosa di completamente diverso, dunque, da quanto ipotizzato dal governo: le casette di legno, infatti, sono strutture ad un piano di 40, 60 e 80 metri quadri, in grado di ospitare rispettivamente 2, 3/4 e 5/6 persone. Il campo base di Expo era la struttura che durante la costruzione del sito espositivo ha ospitato gli uffici delle aziende, la direzione dei lavori, la mensa, l’ambulatorio Inail e i dormitori di impiegati ed operai. Una volta costruita ed aperta Expo, il campo base ha ospitato i militari che si occupavano fra l’altro della logistica. In seguito il prefetto Alessandro Marangoni e il sindaco di Milano Giuseppe Sala avevano ipotizzato di usarli per ospitare i migranti, ipotesi che ha scatenato le critiche proprio di Maroni.

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