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L’estate è finita? Fate un salto ad Otranto

OTRANTO - i faraglioni di Torre dellOrso

OTRANTO – i faraglioni di Torre dellOrso

Arte, spiagge dorate e grotte sotterranee da scoprire nel cuore del Salento

La luce e i colori di Otranto, la città più a oriente d’Italia, inebriano sin dall’arrivo nella cuore della penisola salentina che si affaccia sull’Adriatico. Il verde opaco degli ulivi che spuntano dalla terra rossa e il giallo dorato delle distese sabbiose lasciano spazio al blu cobalto del mare, al grigio calcare di chiese, palazzi e mura e al bianco lucido delle tortuose viuzze, delle scale e delle terrazze del borgo antico.
La luce e i colori sono anche i protagonisti di Steve McCurry icons, la mostra fotografica che l’imponente castello aragonese, a picco sul mare di Otranto, ospita fino al 2 ottobre. Nelle sale del castello, trasformato in un importante centro culturale, si possono ammirare più di cento scatti realizzati dal famoso fotoreporter statunitense Steve McCurry durante i suoi numerosi viaggi, tra cui il celebre ritratto della ragazza afgana, diventata un’icona della fotografia mondiale.
Se il castello di Otranto è diventato il simbolo culturale della città salentina, la cattedrale normanna è l’altro grande emblema e scrigno di tesori architettonici e artistici: dietro una facciata semplice e imponente si nascondono sei altari, una bellissima cripta bizantina e i grandi affreschi pavimentali, risalenti al 1163, con milioni di tessere policrome che si estendono lungo tutta la navata centrale.

Anche la natura, in questo tratto di costa adriatica, assume forme artistiche: spiagge sabbiose, baie mozzafiato, scogliere a picco sul mare, archi e grotte nascoste e un entroterra sorprendente, ricco di ulivi punteggiati di masserie, laghi, dune e grotte sotterranee, dove si respira la storia dei Messapi, antichi colonizzatori del Salento prima dei Romani. Una grotta, in particolare, a sud della città sorprende per bellezza e mistero: è l’ipogeo di Torre Pinta, scoperto per caso quarant’anni fa dall’architetto Antonio Susini; si tratta di una lunga galleria simile a una navata centrale di una chiesa cristiana con un transetto su cui si erge una cupola. Sulle pareti si trovano disegni di misteriosi simboli e si aprono centinaia di nicchie che probabilmente contenevano urne funerarie. Meritano una visita anche i resti delle grotte di san Giovanni, poco fuori dal centro abitato, sopravvissute alla speculazione edilizia; è un complesso sistema ipogeico, che un tempo era destinato all’uso di frantoio, con graffiti e croci greche.
In queste settimane di settembre, tuttavia, i veri gioielli di Otranto sono le sue spiagge, sabbiose e rocciose, che si distendono per una ventina di chilometri: a nord ci sono l’incantevole e incontaminata Baia dei Turchi e la spiaggia degli Alimini, litorale di sabbia fine, battuto dal vento e molto apprezzato dai surfisti; La Castellana, in località La Punta, e Torre Sant’Andrea, baia di pescatori circondata da alti faraglioni erosi dall’acqua. Bellissimi sono le Due Sorelle di Torre dell’Orso, scogli dalle forme stravaganti, che emergono dalle acque, e la costa alta e frastagliata di Roca Vecchia, della grotta della Poesia e di San Foca.
Anche a sud ci sono località da non perdere: Cala d’Orte, splendida insenatura dalle acque turchesi, e Porto Badisco, il leggendario approdo di Enea ricco di grotte, tra cui quella dei Cervi con importanti graffiti.

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