| categoria: economia

Vendemmia in Italia: decisivo il clima di settembre: molto bene i rossi

Arrivano le stime Uiv e Ismea sulla vendemmia 201648,5, milioni di ettolitri, il 2% in meno sul 2015, particolarmente abbondante. Un risultato che, se sarà confermato a fine raccolta, segnerà, comunque, un +9% sulla media degli ultimi 5 anni. Ecco le stime sulla vendemmia 2016 in Italia firmate Ismea e Unione Italiana Vini, presentante a Roma, che raccontano di un vigneto Italia” in generale buona salute sia sul fronte qualitativo che quantitativo che consentirà certamente di affrontare con fiducia sia il mercato nazionale sia quello internazionale”.

Il risultato produttivo di questa campagna, spiega una nota, si può, in sintesi, attribuire a un decorso climatico generalmente piuttosto favorevole e all’entrata in piena produzione di nuovi vigneti in sostituzione di quelli più obsoleti. La situazione climatica che ha accompagnato lo sviluppo vegetativo non ha tuttavia mancato di presentare talune criticità, localmente anche in maniera più incisiva rispetto allo scorso anno.

Al di là dell’aspetto “dimensionale” della vendemmia, commenta il sito Wine News, l’altra discriminante fondamentale sarà data dal livello qualitativo delle uve e a determinarlo in maniera decisiva contribuirà il clima di settembre, soprattutto per i rossi. Al momento, secondo la ricognizione presso gli operatori delle varie regioni, le attese sulla qualità dei vini appaiono, comunque, decisamente positive. Il calendario vendemmiale mostra, tra l’altro, una situazione piuttosto variegata, che potrebbe far pendere la bilancia verso un certo ritardo rispetto allo scorso anno.

Sulla base dei dati oggi disponibili, quindi, anche nel 2016, l’Italia si troverebbe a confermare la simbolica leadership mondiale nella produzione di vino. In Francia, infatti, si stimano, attualmente, 42,9 milioni di ettolitri (circa il -10% sul 2015 e -7% sulla media degli ultimi 5 anni), mentre in Spagna si parla di una vendemmia in linea con i 42-43 milioni di ettolitri degli ultimi due anni. Per quanto attiene gli altri principali produttori europei, in Germania si stima una produzione stabile rispetto al 2015 (9 milioni di ettolitri), mentre in Portogallo si registrerebbe un decremento del 20%, a 5,6 milioni, la più scarsa degli ultimi anni.

Il focus a livello di territorio nazionale evidenzia però una sostanziale disomogeneità di situazioni non solo tra regioni confinanti, ma anche all’interno delle regioni stesse. Tra le prime quattro grandi regioni produttrici, solo la Sicilia mostra una flessione importante, mentre in lieve crescita si stimano le produzioni di Veneto, grazie all’entrata in produzione dei nuovi impianti, Puglia ed Emilia Romagna.
Al Nord, si assiste a un lieve recupero del Piemonte, dopo due anni di scarsa produzione, a cui si affianca la decisa crescita della Valle d’Aosta e una sostanziale stabilità della Liguria. Anche in Friuli Venezia Giulia l’entrata a reddito dei nuovi impianti consente di collocare la produzione 2016 molto al di sopra della media degli ultimi cinque anni, sebbene in lieve arretramento rispetto al 2015. Lombardia e Trentino Alto Adige, invece, hanno sofferto maggiormente le incertezze climatiche.

Scendendo lungo la Penisola si evidenzia il sensibile arretramento produttivo di Toscana e Umbria a fronte di segni lievemente positivi per Lazio, Abruzzo e Marche. Annata in netto arretramento per i volumi della Campania, che ha dovuto subire numerose avversità climatiche durante tutto l’arco dello sviluppo vegetativo i cui effetti hanno determinato una contrazione produttiva dell’ordine del 20% rispetto al 2015. Buona la vendemmia anche in Molise, Calabria e Basilicata, dove le prime stime si collocano su terreno lievemente positivo rispetto a quella dello scorso anno. Per chiudere la rassegna, i vigneti della Sardegna confermano i risultati produttivi dell’ultimo anno.

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