| categoria: editoriale

Il fallimento del modello grillino

I romani vedono e giudicano. Non perdoneranno. Poche settimane di guida grillina in Campidoglio e la capitale sta peggio di prima. Aspettiamo gli autobus e non sappiamo se come e quando arriveranno, un salto indietro di cinquant’anni, dice la gente. I Municipi sono fermi, paralizzati, e i servizi pure. Il Consiglio Comunale è fermo, in attesa di qualcosa da discutere, da deliberare. E’successo qualcosa? Si. Il Movimento Cinque Stelle sta sperimentando sulla pelle dei romani un modello di governo. Non funziona e la città è in emergenza. Non funziona perché il Movimento non esprime una classe dirigente all’altezza, perché si basa su una democrazia fittizia e perché c’è un sistema balordo di trasmissione di comando. Una banda di goliardi in libera uscita (magari fossero boys scout, inquadrati e allineati) fa e disfa senza avere le idee chiare. “Usa” la città non come laboratorio politico ma come palestra dove giocare a fare gli amministratori. Hanno inzuppato gli uffici di parenti, amici e affini, hanno creduto di poter governare da Montecitorio (tutto esternalizzato, anche la comunicazione), hanno fatto peggio dei peggiori sottopanza del centro destra e del centro sinistra, fingendo di essere duri, puri e innovatori. Hanno scelto le persone sbagliate, hanno pensato di poter tenere in piedi un sindaco fantoccio, di poter usare tutti i sistemi di governo e sottogoverno che contestavano ai loro avversari. Se questo è il modello, pensare di usare Roma come trampolino per governare il paese è pura follia. Effetto boomerang, non ci potremo fidare dei grillini dopo questa esperienza.

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