| categoria: sanità

Esami diagnostici in Calabria, cosentini non più costretti a “emigrare”

ospedale_annunziata_cosenza_copiaPer diagnosticare l’avanzamento o la presenza di una patologia oncologica, cardiologica o neurologica i cosentini non dovranno più emigrare. A partire da Ottobre dovrebbe essere attivata la PET (Tomografia ad Emissione di Positroni) anche a Cosenza. Ad anticiparlo è il primario di Medicina Nucleare dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza, Mario Veltri. La struttura che ospiterà il macchinario è ormai ultimata, mancano solo pochi dettagli. Il prezioso strumento deputato alla diagnostica di patologie oncologiche, ma anche alle ricerche in determinati campi della cardiologia e neurologia, è il migliore attualmente sul mercato. Dotato di un’avanzata tecnologia, è costato un milione ed ottocentomila euro e servirà a far fronte alle circa quattromila richieste di PET annue di tutta la provincia di Cosenza. Esami che finora venivano eseguiti nella maggior parte dei casi fuori regione, generalmente a Napoli, con un costo per la sanità regionale di 1.100 euro per ogni prestazione. In Calabria infatti solo le città di Catanzaro, e da poco anche Reggio Calabria, sono dotate di una PET, ma il servizio non riesce a coprire neanche le richieste delle due province costringendo i pazienti a migrare altrove. Il servizio che si spera partirà, come annunciato da Veltri, in autunno sarà implementato nel nuovo stabile che si trova nel complesso edilizio dell’ospedale Mariano Santo.

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