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Il racconto d’inverno nelle notti d’estate romane

Carlotta Proietti

Carlotta Proietti

Sarà in scena fino all’undici settembre prossimo, presso il teatro Silvano Toti Globe di Villa Borghese, la tragicommedia di William Shakespeare “Il racconto d’inverno”. Scritta dal drammaturgo inglese nel 1611 circa, l’opera narra le vicende di due re: Leonte e Polissene. Il primo, re di Sicilia, il secondo di Boemia sono uniti da una fraterna amicizia che purtroppo verrà arrestata a causa dei dubbi di Leonte circa l’atteggiamento della sua Regina Ermione nei confronti dell’amico/fratello. Una serie di pensieri infausti sulla moralità della sua Signora, portano Re Leonte a ripudiarla e a condannarla a morte, non prima di averle strappato la bimba che ha dato alla luce poco tempo addietro e che il sovrano crede essere figlia del suo ormai ex amico. Questo gesto porta il futuro erede al trono alla morte a causa del dolore che la decisione del padre gli ha portato. La piccola invece, dapprima lasciata in balìa della sorte, verrà allevata da due pastori e sedici anni più tardi si innamorerà del figlio di Re Polissene. Quest’ultimo, ignorando le nobili origini della fanciulla, sorprende il figlio in atteggiamenti amorosi con quella che ai suoi occhi era una povera contadina e decide di ripudiare il proprio erede. Condanna la giovane a morte ma i due riescono a scappare con la complicità del servo Camillo (che sedici anni prima era stato a servizio di Re Leonte) e che convince i due amanti ad andare verso le terre siciliane. Re Leonte, ormai invecchiato e condannato a vivere nel rimorso per ciò che aveva fatto alla sua Signora, accoglie a braccia aperte i due ragazzi e decide di aiutarli andando lui stesso a parlare con Polissene. Ermione, che in verità non era morta ma era stata salvata e tenuta nascosta dalla fedele dama Paolina, viene presentata come una splendida statua di marmo. La sua bellezza è così sorprendente da sembrare viva. Ed ecco che, come d’incanto, quel corpo (apparentemente inanimato) prende vita. Leonte dunque ritrova la sua Regina e quella figlia che aveva ripudiato. L’amicizia tra i due Re, destinati a diventare parenti, torna quella di un tempo e la commedia si chiude con un lieto fine. Tre ore di spettacolo assolutamente entusiasmanti in cui, la rivisitazione dell’opera, lascia posto anche a divertenti scene che, grazie alla maestria di regista ed attori, portano a delle risate esplosive. Una scenografia semplice ma molto ben studiata grazie ad un gioco di luci e alle musiche (scritte da Nicola Piovani) che rendono l’atmosfera esattamente come doveva averla ipotizzata Shakespeare. Tra i vari interpreti citiamo i nomi di Carlotta Proietti (Ermione), Alessandro Averone (Leonte), Gianluigi Fogacci (Polissene), Pietro Montandon (Camillo), Ludovica Modugno (Paolina). Un cast molto ben strutturato che sa tenere il pubblico attento per tutta la durata del racconto, nonostante il caldo e l’umidità che nelle notti romane si fanno ben sentire. Una rappresentazione che, come detto ad inizio articolo, durerà fino all’undici settembre e che andrà ad allietare queste ultime serate estive romane.

Stefano Boeris

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