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Appendino-Raggi, confronto tra sindache in Campidoglio

csojmekwcaaorp7“So che Virginia Raggi è il sindaco e decide lei. Questa è la democrazia, è stata votata lei a Roma”. Ha detto così il deputato ed esponente del direttorio del Movimento Cinque Stelle, Alessandro Di Battista, durante la registrazione della puntata di Otto e Mezzo. Di Battista ha parlato anche di Muraro: è stato un errore non dire subito che l’assessora Muraro era indagata? “Sì, è stato un errore che non dobbiamo più commettere e su cui dobbiamo crescere e ripartire”.

“Il Movimento Cinque Stelle non può neanche aspettare un avviso di garanzia, deve essere al massimo della trasparenza”, ha poi ammesso Di Battista incalzato sulla possibilità di rendere noto la notizia dell’indagine a carico della Muraro. “Noi abbiamo dato per scontato che la Muraro potesse far parte degli indagati di questa inchiesta che speriamo vada a fondo – ha spiegato Di Battista – La verità è che si è aspettato un avviso di garanzia. Abbiamo pensato di aspettare settembre. La Raggi – ha concluso – ha deciso di confermare l’assessore Muraro”.

Intanto in mattinata c’è stato l’incontro in Campidoglio tra Virginia Raggi e la sindaca M5s di Torino Chiara Appendino. La prima cittadina torinese è arrivata intorno alle 9,40, in anticipo rispetto all’orario previsto, precedendo la ‘padrona’ di casa. Appendino è entrata da un ingresso laterale. “Roma e Torino insieme per parlare di città metropolitana e collaborazione su progetti culturali”, ha scritto in un tweet Raggi nel corso della riunione, postando una foto che la vede ritratta con Appendino sul divanetto della stanza del sindaco a Palazzo Senatorio.

Raggi e Appendino, poi, si sono affacciate insieme dal balconcino del Campidoglio. Il sindaco di Roma ha salutato la folla di cronisti e poi le due hanno parlato, sorridendo spesso, sopra al balconcino per qualche minuto e sono infine rientrate.
Uscendo dal Campidoglio al termine dell’incontro, Appendino ha risposto a chi le chiedeva se nel corso dell’incontro con Virginia Raggi le avesse dato qualche consiglio: “Non credo che abbia bisogno dei miei consigli. Sono città molto diverse”.

Sul faccia a faccia con la sindaca di Roma, Appendino ha commentato: “È andato molto bene, abbiamo preso un buon caffè e abbiamo parlato soprattutto di città metropolitana e di percorsi di collaborazione in ambito culturale”. Mentre i cronisti le chiedevano se accetterebbe di ospitare le Olimpiadi, Appendino si è congedata: “Buon lavoro, devo andare. Facciamo tardi al prossimo appuntamento”.

Al centro della riunione alcuni dossier comuni che le sindache hanno portato in sede Anci, soprattutto sull’applicazione della legge Delrio e l’incipiente legge di Stabilità, ma anche su alcune iniziative culturali comuni che vedrebbero Roma e Torino assieme al lavoro nei prossimi mesi. Le due sindache grilline, al termine del faccia a faccia, sono infatti state all’Anci, per una riunione sulla legge di stabilità.

A margine dell’assemblea dell’Anci il sindaco di Parma Federico Pizzarotti (M5s) ha parlato della Capitale: “È difficile dare consigli al sindaco di Roma Virginia Raggi” ha detto, “ma sono convinto che rispetto alla scelta degli assessori e le decisioni su altri incarichi sarebbe stato più utile applicare un percorso più condiviso che tra l’altro avrebbe evitato le polemiche interne. È mancato il fatto di pensarci per tempo, non a caso io lo dicevo da un anno che a Roma si sarebbe vinto”. Sulla vicenda Muraro “non penso ci siano colpe o errori – ha aggiunto – nella misura in cui hanno scelto di percorrere quella strada”.

In relazione alle vicende giudiziarie di Parma Pizzarotti ha sottolineato “la mia volontà di farmi ascoltare prima dai magistrati, cosa che rifarei domani stesso. Ma la vicenda di Roma è paradossale ed è diversa la posizione del direttorio, perché rilevo come ci sia, in una situazione identica alla nostra, una forte disparità di trattamento. Quindi – ha detto ancora il primo cittadino emiliano – qualcuno dovrebbe ammettere di avere sbagliato. Del resto anche i ‘nominati’ dell’associazione Rousseau parlano tracciando differenze tra i due casi, che però sono inesistenti. Il fatto che non si dia una risposta a Parma è assurdo, e se parlo con la stampa è perché non altro modo di far sentire la mia voce. Non ci sono risposte – ha concluso Pizzarotti – e questa è una mancanza di rispetto

per l’intera città”.

E sulla questione di allargare il direttorio: “Stanno uscendo post e considerazioni, la direzione è quella giusta ma quel che manca è capire le regole, chi decide come scegliere i nuovi membri, chi li eleggerà”: no quindi nomi “scelti da nessuno, basta nominati. Non devono essere uno, due, tre o 10 persone a decidere, ma bisogna tornare ai valori fondanti del Movimento”.

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