| categoria: attualità, Senza categoria

IL CASO/ 1 – Lo psichiatra, fermate la dittatura del web

Abbiamo il diritto a gestire la nostra reputazione digitale, tutto ciò che metto in rete mi deve appartenere davvero. Credo che i grandi padroni del web abbiano tutte le risorse per gestire questo ma non c’è ancora una volontà chiara di farlo. Si tratta di togliere potere a questa dittatura»: è questo il parere di Tonino Cantelmi, psichiatra e professore di cyber-psicologia all’Università Europea di Roma, dopo il suicidio di una ragazza per la diffusione di un video hard, per cui è stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Napoli. «Oramai siamo quelli che siamo, più la nostra parte online e quando ci attaccano su questo fronte ci mettono in ginocchio – spiega all’ANSA Tonino Cantelmi, il primo psichiatra in Italia a occuparsi di dipendenza dalla Rete e a considerarla una patologia -. Questo fatto di cronaca non è il solito discorso moralistico su un video hard, getta una luce immensa su un fatto più ampio della morte. L’attacco alla nostra identità digitale è un fatto potente, non più trascurabile. È un discorso strutturale per questa società che stiamo fondando». «Credo dovremmo essere in condizione di difendere la nostra reputazione digitale e mettere in discussione tutto quello che abbiamo messo in Rete. Dovremmo essere proprietari di quello che pubblichiamo online, mi deve appartenere davvero, non deve diventare di proprietà nè di Zuckerberg nè di Twitter. Questa è una violenza, devo avere il diritto a ripensarci. Il sistema normativo mi impedisce questo, è l’arroganza di Facebook che mi impedisce di fare questo», sottolinea lo psichiatra. «Io credo che i grandi padroni del web abbiano tutte le risorse per gestire questa situazione ma non c’è ancora una volontà chiara di farlo – aggiunge Cantelmi -. Si tratta di togliere potere ai padroni del web, alla loro dittatura, non è vero che non è possibile, ci vuole buonsenso». Lo psichiatra spiega che sono più le donne a essere messe alla berlina online: «È più colpito l’aspetto del corpo e della sessualità. Molti studi dicono che in Rete i pregiudizi di genere sono in incremento rispetto alla società reale. Una recente indagine ha dimostrato che il fenomeno del ‘sexting’ (cioè lo scambio di foto di parti intime su Internet, ndr) interessa 1 adolescente su 4. Se lo fanno le ragazzine vengono denigrate, se lo fa un maschio diventa un fatto di vanto». Nel caso della ragazzina filmata durante uno stupro poi diffuso su WhatsApp, altro fatto di cronaca alla ribalta in queste ore, Cantelmi osserva che in questo caso «la tecnologia si lega ad un aspetto disumanizzante delle nostre relazioni. Mi colpisce il tradimento dell’amicizia – spiega – stiamo vivendo un momento in cui le relazioni sono in crisi e c’è la spettacolarizzazione di tutto e la tecnologia esalta questo aspetto di grande disumanizzazione».

Ti potrebbero interessare anche:

MAFIA/ Carabiniere in tv: non ci fecero catturare Provenzano
L'Arsial riparte da Rosati, fedelissimo di Zinga: operazione recupero
Don Camillo e Peppone nel Comasco, è scambio di accuse
Netanyahu, l'Iran è la più grande minaccia alla pace assieme all'Isis
Giornata europea del gelato artigianale
Regione Lazio, maratona di 24 ore poi l'ok collegato al Bilancio



wordpress stat