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Migranti: Papa, “la più grave crisi umanitaria dalla Seconda Guerra mondiale”

“E’ la crisi umanitaria più grave dopo la seconda guerra mondiale”. E’ la denuncia del Papa, a proposito dei 65 milioni di profughi nel mondo oggi, fatta ricevendo gli ex alunni dei gesuiti, dopo un loro convegno su “migrazione globale e crisi dei rifugiati”. Anche se conflitti come quelli in Siria o in Sud-Sudan, ha detto, “sembrano irrisolvibili”, bisogna farsi carico della “tragedia umana dei rifugiati”.

“Un numero mai raggiunto prima di rifugiati – ha denunciato il Papa – muore tentando di attraversare il mar Mediterraneo, che è diventato un cimitero, oppure trascorre anni e anni nei campi”. Il Pontefice ha anche incoraggiato a “dare il benvenuto ai rifugiati nelle vostre case e comunità, in modo che la loro prima esperienza in Europa non sia quella traumatica di dormire al freddo nelle strade, una accoglienza calda e umana”.

“Ricordate – ha detto ancora il Papa – che l’autentica ospitalità è un profondo valore evangelico, che alimenta l’amore ed è la nostra più grande sicurezza contro gli odiosi atti di terrorismo”. “Molte porte vi sono state aperte – ha detto – grazie alla educazione ricevuta dai gesuiti, mentre i rifugiati trovano molte porte chiuse”. E ha ricordato i bimbi profughi privi di educazione, cioè di futuro.

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