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il 13 % dei teen agers condivide foto hot, manca consapevolezza dei rischi

346f98966a02ab45d04af18377ce94a6La tragica vicenda della 31enne campana – suicida per il peso di un video hard che non è riuscito a cancellare dal web – non è che il caso limite di tendenze che si stanno affermando in questi anni tra i giovani. Il 13% dei teen, infatti, condivide su internet le proprie foto hot, anche se attraverso messaggi privati. Una pratica, questa che non è estranea nemmeno ai più piccoli: tra gli under 14 circa 1 su 10 ha fatto girare sul web le sue immagini intime.
I dati emergono da un’indagine realizzata da Skuola.net e dall’Università di Firenze in occasione dell’ultimo Safer Internet Day su un campione di circa 5mila ragazzi.
Non tutti hanno consapevolezza dei rischi che corrono e, anzi, da una precedente ricerca del portale emerge una certa leggerezza: il 22% degli intervistati ha inviato una sua foto in atteggiamenti intimi solo per fare colpo, un altro 23% per scherzo. Non manca addirittura un 8% che afferma persino di aver praticato sexting in cambio di un piccolo regalo come può essere, per esempio, una ricarica telefonica.
Motivi troppo superficiali che spesso portano a conseguenze tragiche. Perché più si fa sexting, più sono alte le probabilità di cadere nel tranello della revenge porn, la vendetta messa in atto dopo la chiusura di una storia o dopo un tradimento. Così tutte quelle foto e quei video intimi postati in un momento di passione, in un attimo finiscono sul web. Tra chi ha condiviso materiale hard che lo vede protagonista, il 17% è stato vittima di revenge porn.
Da qui a rovinarsi la vita il passo è breve: da un’indagine di Skuola.net e Adolescienza.it, si vede come circa la metà tra le vittime di cyber bullismo abbia pensato al suicidio. Peggio, addirittura circa 1 su 10 ha provato a togliersi la vita. “Bisogna agire sulla prevenzione. Non si può aspettare un minuto di più: si deve portare subito l’educazione all’affettività nelle scuole, parlare del cattivo uso del web e dei social in classe, farlo anche e soprattutto con i più piccoli. Ma devono essere in primis gli adulti a rendersi conto della gravità del problema e dei rischi che i loro stessi figli corrono quando sono online, ossia praticamente sempre” dichiara Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net.

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