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| categoria: editoriale

Perché ci ritroviamo tutti vulnerabili

Ci ritroviamo tutti vulnerabili, terrorismo islamico o altro che sia. Non c’è ricetta, non c’è strategia difensiva che tenga. Le bombe di New York e del New Yersey. l’accoltellatore folle del Minnesota, mentre l’Assemblea generale dell’Onu si apre in un clima di tensione e in una città blindata. Il Medio Oriente costantemente in fiamme, alla faccia della tregua concordata tra Whashington e Mosca, occidentali in pericolo ovunque. Sembra un film già visto, quello del rapimento dei due italiani in Libia. Terroristi o banditi, cambia parecchio, ma nella sostanza non cambia nulla, c’è una situazione esplosiva a un tiro di schioppo dalle nostre coste e non sappiamo che fare. Ci sono interessi italiani in gioco, Renzi manda alcune decine di medici scortati da duecento parà armati fino ai denti. Non è una situazione normale. La Francia vive perennemente in stato d’assedio, il Belgio pure,la blindatura dell’Occidente rispetto al pericolo dell’estremismo islamico rischia di sbriciolarsi al primo serio attacco. Siamo di fatto deboli, confusi e perdenti. Gli avversari non hanno problemi nel sacrificare uomini propri pur di colpire gli infedeli, noi non sappiamo dove e come colpire.

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