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Sesso tra agenti e detenuti? Bufera sul carcere bresciano. La Procura indaga

Sesso tra agenti e detenuti:la casa di reclusione di Verziano nella bufera. Ad aprire l’indagine, nei mesi scorsi, è stata la stessa polizia penitenziaria coordinata dal comandate del carcere, il Commissario Michele Rizzi. Sarà la procura della Repubblica di Brescia a dire se vi sono profili di natura penale o solo risvolti di natura disciplinare nel comportamento di due giovani donne appartenenti al corpo di Polizia penitenziaria che avrebbero intrattenuto rapporti di natura sessuale con due detenuti.
Ad aprire l’indagine, nei mesi scorsi, è stata la stessa polizia penitenziaria coordinata dal comandate del carcere, il Commissario Michele Rizzi, a cui sarebbero arrivate voci di rapporti poco professionali tra due appartenenti al corpo e altrettanti detenuti. Gli accertamenti hanno permesso di capire la natura di quelle relazioni pericolose che sarebbero state consumate all’interno della casa di reclusione. Subito è scattata la segnalazione all’autorità giudiziaria e il trasferimento dei detenuti sotto accusa, mentre le due agenti nel mirino hanno preferito togliere il disturbo: una chiedendo il trasferimento al carcere di Bollate, l’altra rimanendo a casa in malattia in attesa degli eventi. L’indagine, infatti, non sarebbe conclusa e si cercherebbe di capire se vi siano state coperture da parte di terze persone e se la relazione tra detenuti e agenti si limitasse a favori sessuali o contemplasse dell’altro. «È una vicenda amara sulla quale non vogliamo entrare nel merito – scrive Antonio Fellone, coordinatore nazionale del Sinappe -. La polizia penitenziaria non è quella che emerge da questa storia, è un corpo orgoglioso che fa con competenza una professione difficile e avara di riconoscimenti anche economici. Noi siamo un insieme di uomini e donne che veste una divisa con dignità ed onore. Invitiamo tutti a non strumentalizzare questa vicenda per buttare fango addosso alla Polizia penitenziaria che affronta in silenzio e con spirito di sacrificio tutte le contraddizioni del pianeta carcere». Anche la Cgil Funzione pubblica, per voce di Calogero Lo Presti ha puntato su parole di solidarietà: «Esprimiamo la nostra vicinanza e solidarietà al Corpo della Polizia Penitenziaria in particolar modo al personale femminile di Verziano che con vero spirito di sacrificio e dedizione assolve ai propri doveri istituzionali nonostante la forte carenza di organico e con tutti i rischi e pericoli che quotidianamente affrontano». Ora chiarire fino in fondo cosa sia successo dentro Verziano è il modo migliore per restituire dignità a chi si sente tradito.

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