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Cori, Cisterna, Sabaudia, il Pontino si ribella, non toglieteci i punti di primo intervento

Ci deve essere una strategia precisa, e una mano determinata a metterla in pratica. Dalla Asl di Latina stanno arrivando gli input per la chiusura di un certo numero di PPI, i cosiddetti Punti di primo intervento, strutture preziose sul territorio. Per razionalizzare? Per risparmiare? Quel che è certo è che nel Pontino sta per scoppiare la rivolta. C”è chi come il Pd di Sabaudia va a bussare direttamente alla porta di Zingaretti, e chi come il sindaco di Cisterna, la Della Penna, che è anche presidente della Provincia di Latina, minaccia sfracelli.
“Lo spettro della chiusura del PPI (punto di primo intervento) di Sabaudia – dichiara il segretario del Pd di Sabaudia Pietro Piroli, come previsto dal Decreto 70/2015 del Ministero della Salute è più che una ipotesi e il rischio che possa trasformarsi in una certezza è più che reale. Ed è in questa ottica che il PD di Sabaudia si è attivato immediatamente investendo della problematica l’onorevole Enrico Forte nostro riferiimento in Consiglio Regionale del Lazio, al fine di avere garanzie certe sulla continuità del servizio. Se ciò non fosse sufficiente in data 28 settembre una delegazione del PD di Sabaudia formata da Piroli, Amedeo Bianchi e il capodelegazione on.Rodolfo Carelli, sarà ricevuta dal Presidente Zingaretti per un incontro da tempo previsto, ed in quella sede saranno sviscerate le criticità che attanagliano Sabaudia da almeno 3 lustri, Pronto Soccorso compreso, in quanto è illogico che in una località che vede raddoppiate le presenze in estate passando dai 20 mila residenti a quasi 50 mila manchi un punto di intervento sanitario. La pericolosa china di degrado che la nostra città sta prendendo deve essere prontamente interrota anche difendendo nell’interesse generale le poche eccellenze che ci sono rimaste”.
“Il Punto di Primo Intervento di Cisterna deve essere potenziato e non eliminato”, dice il sindaco di Cisterna, Eleonora Della Penna che non ha dubbi sulla questione sanitaria locale che in questi giorni è stata ulteriormente infiammata dalla diffusione dell’informativa della Direzione Salute e Politiche sociali della Regione Lazio che prospetta la possibile chiusura di alcune strutture nella provincia di Latina fra le quali appunto quella della sua città. Per capire meglio i termini della questione il primo cittadino ha chiesto un incontro urgente con il Direttore generale della Asl che si dovrebbe tenere già nei prossimi giorni. “Da tempo questa amministrazione comunale – commentano il sindaco e il presidente della Commissione Sanità, Antonio Lucarelli – porta avanti una battaglia serrata per far riconoscere ai cittadini di Cisterna il diritto alla salute ed ai sanitari del Punto di Primo Intervento di via Monti Lepini quello di lavorare in piena sicurezza. Regione Lazio e Governo non possono continuare a fare i conti senza pensare alle conseguenze reali che le loro scelte hanno sui territori. Parliamo della salute di cittadini in un processo di involuzione dei servizi che ci sta facendo fare un salto indietro di 50 anni”. “Eppure – prosegue Della Penna – la situazione di Cisterna è ben nota ormai, sia alla Regione che alla direzione ASL perché in questi anni l’abbiamo denunciata in più occasioni, tenendo anche un Consiglio comunale ad hoc alla presenza dell’ex direttore generale ASL Caporossi.Noi che siamo amministratori e sappiamo fin troppo bene cosa vuol dire far quadrare bilanci in deficit, pensiamo che non si può in nessun modo tagliare una struttura come quella di via Monti Lepini. Anzi, considerando l’utenza che ad essa si rivolge, da tempo diciamo che servono ulteriori ed importanti investimenti”. “A Cisterna manca il personale, manca la sicurezza, ci sono carenze strutturali e strumentali inaccettabili a fronte di una numerosa utenza non solo cittadina ma proveniente anche dai comuni limitrofi, soprattutto da Latina per via del suo Pronto Soccorso ormai al collasso. Parliamo di circa 14mila interventi l’anno, numeri – questi sì – che dovrebbero ispirare l’azione amministrativa sia della Regione Lazio che dell’Asl” conclude il sindaco.
Stessa musica per Cori. Il indaco Conti si rivolger Governo, Regione e Asl: “Il Punto di Primo Intervento non si tocca”. Sull’ipotesi di chiusura del PPI, il primo cittadino corese mette le cose chiaro con le istituzioni preposte: “L’amministrazione comunale è pronta a tutelare il fondamentale diritto alla salute dei propri cittadini con ogni mezzo a disposizione” “L’ipotesi della chiusura del PPI di Cori – spiegano dall’amministrazione comunale – si sta facendo largo a seguito dell’informativa della Direzione Salute e Politiche Sociali della Regione Lazio, registrata il 13 settembre, indirizzata ai Direttori Generali delle Asl Rm2, Rm4, Rm5, Rieti, Viterbo e Latina, che avvisa le Aziende Sanitarie Locali interessate (invitandole a comunicare con cortese sollecitudine le azioni che si intendano intraprendere in merito), che con nota prot. n. 354891 GR/11/48 del 05/07/16 la Regione Lazio ha comunicato al Ministero della Salute e a quello dell’Economia e delle Finanze che, da una ricognizione effettuata, risultano attivi sul territorio regionale 13 Punti di Primo Intervento e che la stessa, in coerenza con quanto disposto dal D.M. n.70/2015, ne prevede la disattivazione. Decreto, quello citato – prosegue la nota del Comune -, che fissa gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera, ma non prevede l’abrogazione di presidi di emergenza specialistici in strutture consolidate. La Regione Lazio ha precisato che la disattivazione avverrà in due fasi: la prima riguarderà i PPI presenti in strutture extra-ospedaliere, la seconda quelli ubicati presso i Presidi Ospedalieri riconvertiti. Dunque, la scure della spending review si abbatterebbe sui PPI di tutto il Lazio”. Abbiamo già pagato la chiusura di un ospedale che era il fiore all’occhiello dei Lepini e uno dei migliori della provincia, che sommata alle altre chiusure ospedaliere provinciali ha determinato solo un cronico congestionamento degli ospedali di Latina a tutto svantaggio dei degenti, dicono a Cori, n on lasceremo che cancellino senza batter ciglio anche quest’ultimo brandello di sanità pubblica sul nostro territorio, che ha dimostrato finora la sua utilità ed è comunque fonte di rassicurazione per tutta la comunità. Se proprio si tratta di un intervento di riconversione generale dei PPI ci dicano: cosa avranno i cittadini della Regione in cambio del Punto di Primo Intervento? Quali sono i presidi e i servizi sostitutivi attivati?”.

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