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Sisma un mese dopo. Renzi: “Tutto tornerà come prima”

27c76467b65b3bcea77bb254cb2bed5b A un mese dal terremoto che ha colpito il Centro Italia il 24 agosto, il premier Matteo Renzi, il commissario straordinario del governo per la ricostruzione, Vasco Errani, e il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio, stabiliscono i punti di un’agenda per i lavori da avviare nelle aree colpite dal sisma. Insieme a palazzo Chigi, ribadiscono l’obiettivo principale del governo: ricostruire tutto com’era prima.

“Il percorso di questo mese è stato complicato ma ben coordinato. Il lavoro di sindaci e regioni è stato ispirato dalla collaborazione che sempre dovrebbe contraddistinguerci, e che porterà questi paesi a essere ricostruiti come erano prima e dove erano prima”, dice Renzi. “Il nostro obiettivo – aggiunge -, per le prime e le seconde case e per gli esercizi commerciali, è riportare tutto a prima del terremoto. La ricostruzione non sarà un fatto strettamente amministrativo. Valorizzeremo le comunità”. Senza fare show, aggiunge il premier. Senza clamore, dice Renzi: “È una prova di nobiltà per tutto il Paese”.
Sisma un mese dopo, il piano del governo per la ricostruzione. Renzi: “Tutto tornerà come prima”
I danni del terremoto ora hanno una stima, approssimativa ma che si aggira “come minimo sui quattro miliardi” spiega Renzi, “è un’analisi che va verificata punto punto, il terremoto ha colpito non solo luoghi dove ci sono state vittime ma ha creato lesioni importanti in altre zone”. Nelle Marche anche, o nelle piccole comunità adiacenti a Pescara e Arquata del Tronto. Ferite meno visibili ma da curare con altrettanta attenzione.

A disegnare contorni più precisi con le prime cifre è il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio: “Sta continuando l’attività di assistenza, ci sono circa tremila assistiti, dei quali 2500 si trovano ancora in tenda. La nostra priorità adesso è chiudere le tendopoli e in questo fine settimana ci sarà una riduzione importante: c’è la convinzione da parte di molti di lasciarle”, annuncia. Sui danni Curcio è più lieve di Renzi: “non meno di tre-quattro miliardi” dice sottolineando il “non meno”. Quanto ai tempi di realizzazione delle cosiddette ‘casette’, il capo della Protezione civile conferma la stima di ‘sette mesi al massimo’.

Poi tocca al commissario Errani prendere la parola ed entrare nel particolare: “In primo luogo dobbiamo ricostruire tutto rispettando le comunità, i luoghi. Riattivando economia e lavoro. Il decreto che sarà approvato dal Cdm non oltre il 2-3 ottobre servirà a riconoscere i danni del terremoto, definitivamente. Non ci troveremo a ridiscutere ogni anno le quote per il risarcimento delle popolazioni colpite” ma “noi riconosceremo tutti i danni che saranno verificati. Questo è un terremoto che ha avuto un prolungamento nelle Marche, è andato lontano e tutti i danni saranno riconosciuti puntualmente con le verifiche”.
Sisma un mese dopo, il piano del governo per la ricostruzione. Renzi: “Tutto tornerà come prima”

Una ricostruzione studiata, spiega Errani, l’unico modello è quello territoriale. “In caso di terremoto ci potranno essere danni, ma non crolli. Adegueremo le costruzioni, mettendole in sicurezza”. In grado di non sbriciolarsi in caso di sisma 6,0. Le politiche per l’economia, dice il commissario, inizieranno già nella fase provvisoria, quella iniziale, temporanea. “Non diamo scadenze perentorie, ci adegueremo, non deporteremo le persone. Quello che devono affrontare è un percorso difficile”. Poi una richiesta ai media: “Faccio appello a tutti i mezzi di comunicazione per comprendere la necessità di dialogo con chi deve affrontare questo difficile percorso, e la necessità di dare giorni e date. I sindaci già stanno facendo un lavoro straordinario di aiuto e sostegno”.

“Tutte le imprese che lavoreranno sul terremoto, per edifici pubblici o privati, dovranno essere iscritte a liste di merito. E ci sarà un controllo su infiltrazioni, legalità e trasparenza” con “un’unica stazione di committenza per edifici pubblici”. Le donazioni sono arrivate oltre i 15 milioni di euro superando quelle per il sisma dell’Emilia. Tramite open data i cittadini potranno accedere per controllare tutto. Le stazioni appaltanti saranno solo le quattro Regioni coinvolte, e i presidenti di Regione saranno Vicecommissari”.

Partiremo con un sostegno immediato per le imprese che non devono andare via ma ripartire, avranno un contribuito immediato, una specie di prestito d’onore. Poi ci saranno politiche su turismo e nuovi investimenti. “È necessario uscire dalla logica emergenziale” continua Errani, “occorre “dare l’idea che è possibile ricostruire senza derogare da tutto ciò che quel paese è. In particolare bisogna ricostruire i centri storici con una precisa programmazione urbanistica. Programmare e rispettare le bellezza dei luoghi colpiti”.

Tutti gli interventi di manutenzione saranno considerati fuori dal patto di stabilità. “Sulle scuole non si scherza” aggiunge Renzi in chiurusa, “parlo da padre e non da premier”. “La legge di stabilità 2017 conterrà un grande incoraggiamento agli amministratori locali, aprendo alla programmazione, agli investimenti sugli edifici. Tutti gli interventi di manutenzione e adeguamento sismico saranno considerati fuori dal patto di stabilità interno”, continua il premier.

“La misura fiscale che consente di intervenire nelle case per l’adeguamento sismico oltre che per l’efficientamento energetico sarà prorogata, chi potrà avrà l’ecobonus del 65% anche nel 2017”, spiega Renzi. “Per Casa Italia ci sarà un decreto del presidente del Cdm per formalizzare la struttura di missione che domani potrà diventare un Dipartimento a palazzo Chigi guidato dal professor Azzone. È un decreto pronto che firmerò lunedì. Sulle linee guida sta invece lavorando il senatore Renzo Piano”, specifica. L’intento è “creare, da qui ai prossimi 20 anni, un cambio di mentalità nelle costruzioni, nella pianificazione urbanistica, nel prevenire eventi, nell’efficientamento energetico, nell’adeguamento sismico e nell’adeguazione ambientale. È un paccheto che richiede uno sforzo molto significativo, una rivoluzione copernicana non sull’emergenza o sulla ricostruzione immediata, perché dobbiamo essere leader nella prevenzione e nell’intervento a monte”.

La terra non smette di tremare e nella zona tra Norcia, Accumuli e Arquata del Tronto. Una scossa di magnitudo 3,8 è stata registrata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia poco dopo le 22 di ieri sera, subito seguita da una di 3,3 nella stessa aerea. Altre due di magnitudo 2,1 sono state rilevate nell’area di Norcia alle 7:49 e alle 8:32 di questa

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