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LATINA/ Stabilimenti aperti anche d’inverno, corsa contro il tempo

slide9_2 Un margine per riuscire ad ottenere già da subito la destagionalizzazione degli stabilimenti di latina Lido c’è, ma è strettissimo. La mozione presentata dai consiglieri di latina Bene Comune è passata ieri in commissione con i soli voti della maggioranza, ma con l’astensione dei consiglieri di opposizione. Un segnale chiaro che l’unica speranza di ottenere il via libera all’apertura invernale degli stabilimenti è percorrere il tracciato individuato dalla maggioranza. «Bisogna lasciare da parte la demagogia e affrontare il problema nel concreto con tutte le difficoltà che ci sono» ha spiegato ieri in commissione l’assessore alle Attività produttive Felice Costanti. Il nodo è questo: se il via libera alla destagionalizzazione si dovesse tradurre nel mero nullaosta agli operatori a non smontare chioschi, gazebi e venrande il prossimo 31 ottobre non ci sarà alcun via libera. «Siamo tutti favorevoli alla destagionalizzazione ma sarà possibile consentire il mantenimento delle strutture anche l’inverno nel rispetto delle normative e dunque solo se vi sarà un reale beneficio per la comunità in termini di offerta turistica e di servizi» spiega Costanti. Anche dal confronto con i funzionari regionali è enmerso che la legge che consente l’apertura invernale dei Lidi va recepita nell’ambito delle normativi locali. E così in attesa della revisione del Pua, che pure è stata già avviata dall’assessorato all’Urbanistica, è stato fissato un percorso che ha però tempi molto stretti. La proposta di delibera approvata ieri approderà in consilgio il 28 settembre e oprevede che i titolari di stabilimenti e di chioschi potranno presentare la domanda per l’apertura invernale ma dovranno corredarla con la presentazione di un parere che attesti che l’apertura per 12 mesi l’anno non interferisca con il vincolo idrogeologico che dovrà poi essere valutato da Comune e Provincia. Appare quindi molto difficile che si possa ottenere il via libera in appena un mese, ma se saranno numerose le domande presentate è possibile che il comune decida di valutarle in una conferenza di servii congiunta con l’amministrazione provinciale.

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