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Per orfani romeni addestramento militare per rapine

Ragazzi reclutati negli orfanotrofi della Romania o da famiglie disagiate, addestrati militarmente nei boschi della Transilvania e trasformati in perfetti criminali. È una vera e propria accademia del crimine quella dalla quale provenivano i quattro cittadini romeni arrestati dalla polizia di Stato per la rapina alla gioielleria ‘Fanì di via Tornabuoni, a Firenze. Il 23 dicembre del 2013 il commando fece irruzione nel negozio con mazze e asce, sfondando le vetrine e portando via 300 mila euro di Rolex. Lo stesso gruppo militare, oltre 300 persone di cui un centinaio arrestate in giro per l’Europa, in Italia ha colpito tre volte nel quadrilatero della moda a Milano. Francia, Austria, Belgio, Olanda, Germania, Regno Unito, sono solo alcuni dei paesi che hanno dovuto fare i conti con gli adepti della ‘nuova famiglià, come veniva chiamata in gergo l’organizzazione, smantellata nei mesi scorsi con l’arresto dei vertici in Romania. I giovani, reclutati e formati dagli «ufficiali», venivano sottoposti a una formazione durissima: quattro mesi passati nei boschi per imparare le tecniche della fuga, del camuffamento, l’uso delle armi, come sopravvivere in climi rigidi. Le prove comprendevano anche il cambiarsi i vestiti correndo e metterli nello zaino. Per sviluppare il senso di competizione l’ ‘accademià organizzava addirittura competizioni sportive clandestine. Per entrare si firmava un contratto, e si aderiva a un regolamento e a un codice d’onore. «Le regole sono il frutto dell’esperienza del nostro lavoro ventennale» dicevano gli ufficiali ai nuovi adepti. Chi sgarrava veniva giudicato da un’apposita commissione. Almeno in un caso, stando agli elementi raccolti dalla polizia romena, qualcuno avrebbe pagato l’errore con punizioni corporali. Se il colpo andava bene si guadagnavano dai 5 mila ai 10 mila euro. Se si veniva arrestati l«accademià pensava ad aiutare i parenti. »Se vuoi diventare un criminale completo – era il motto – rispetta le nostre regole«. Quando erano in trasferta per i colpi gli adepti non usavano cellulari, per non lasciare tracce si accampavano nei boschi e scavavano due buche, una per le sigarette e una per i bisogni fisiologici, poi e le ricoprivano in modo da non lasciare tracce di Dna. Proprio il Dna è servito ad incastrare i quattro arrestati dalla polizia fiorentina, insieme alle informazioni raccolte durante le indagini per una tentata rapina con la stessa tecnica avvenuta alcuni mesi prima sempre a Firenze. Due criminali sono stati raggiunti in Belgio, due in Italia. Altri quattro, anche loro destinatari di misura di custodia cautelare in carcere, sono al momento latitanti. Il pomeriggio del 23 dicembre, con le vie del centro affollate per lo shopping natalizio, misero a segno una rapina tanto spregiudicata quanto violenta. Il commando fece irruzione sfondando la porta blindata con una mazza. Una volta dentro i malviventi, tutti a volto coperto, minacciarono il titolare e sfondarono le teche espositive portando via i Rolex. Ci misero in tutto 41 secondi.

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