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Fs, nuovo piano: diventa un operatore di mobilità integrata

Non solo treni. Ma anche autobus, con il trasporto pubblico locale su gomma delle città italiane e la lunga percorrenza, grazie all’Anas. Una grande rivoluzione, all’insegna della discontinuità, che trasformerà le Ferrovie dello Stato in un operatore di mobilità integrata. E’ la strada che indica il presidente di Fs spa, Gioia Ghezzi, in occasione della presentazione del nuovo piano decennale del gruppo. “Cerchiamo di spostare il gruppo – ha spiegato- che offre servizi ferroviari a un gruppo che offre servizi di mobilità integrata”. Un passaggio, sottolinea Ghezzi, che richiede “una rivoluzione culturale. Il nuovo è un piano decennale perché le Ferrovie dovranno cambiare molto e molto dovranno anche cambiare le nostre controparti. Non è solo un piano di miglioramento incrementale perché così avremmo perso il treno, avremmo consegnato all’azionista un’azienda con un diminuito valore”. Il nuovo piano, dice ancora Ghezzi, punta, tra i suoi obiettivi “a migliorare la governance del gruppo”‘ e poggia sulla “sicurezza e sostenibilità , che sono da sempre principi nel dna del gruppo”.

Il Premier – “Le Ferrovie hanno fatto un cammino positivo, se siamo qui oggi e’ per quello. Se c’e’ un progetto, una azienda aiuta il Paese a crescere”, dice Matteo Renzi. “Io mi auguro che questo progetto decennale sia un grande investimento per il futuro del Paese, noi faremo di tutto perché Ferrovie sia una grande azienda nel Paese e motivo di orgoglio per i connazionali all’estero”, aggiunge il premier.

Gli investimenti – Con il nuovo piano industriale, il gruppo Fs spa si conferma come prima azienda per investimenti in Italia mettendo in campo 94 miliardi su un periodo di 10 anni. Piano che si svilupperà in “un orizzonte temporale ampio, necessario per i grandi progetti infrastrutturali previsti ma anche per la trasformazione radicale delle attuali Ferrovie italiane, destinate a diventare sempre più un’azienda della mobilità per integrata e globale”, sottolinea l’Ad Renato Mazzoncini. Dei 94 miliardi, 73 sono destinati alle infrastrutture, 14 al materiale rotabile e 7 quelli previsti per lo sviluppo tecnologico. “Più della metà delle risorse sono già disponibili, ben 58 miliardi, di cui, e lo dico con orgoglio, 23 in autofinanziamento e 35 già stanziati nei contratti di programma”.

L’Anas – Conferimento dell’Anas alla holding del gruppo Fs: è quanto prevede il progetto definitivo dell’operazione di fusione tra le due società. “Anas diverrebbe un ‘sorella’ di Rfi”, ha detto Mazzoncini. “Anas – ha evidenziato il top manager – deve uscire dal perimetro della pubblica amministrazione. Serve un nuovo quadro

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