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Berlusconi negli Usa, tra check up e business

Tra check-up medici e business, parte da New York la ‘missione americanà di Silvio Berlusconi che all’indomani del suo ottantesimo compleanno è volato negli Stati Uniti, come preannunciato dai suoi legali nel depositare l’istanza di legittimo impedimento per motivi di salute chiedendo il rinvio dell’udienza fissata per lunedì prossimo del procedimento cosiddetto ‘Ruby ter’. Prima tappa la Grande Mela quindi, ma questa volta l’ex premier non compare negli alberghi dove è solito fermarsi quando è in città, bensì -a quanto si apprende- è a casa della figlia Eleonora, la secondogenita di Veronica Lario. Resta però il massimo riserbo sul suo soggiorno newyorchese, a partire dalla durata. Silvio Berlusconi in America sarebbe infatti giunto negli Usa per affidarsi ad una equipe medica di Cleveland che dovrebbe condurre gli accertamenti previsti. L’ex cavaliera potrebbe recarsi quindi nei prossimi giorni nella città dell’Ohio dove già andò a curarsi nel 2006, quando venne operato al cuore presso l’«Heart Center» e gli venne impiantato un pacemaker. Eppure l’occasione è troppo ghiotta per non inserire qualche incontro d’affari, ipotesi che non si esclude -si apprende infatti- ma nessun dettaglio viene rivelato. Le associazioni però non sono difficili da farsi se si pensa che New York è il quartier generale di Rupert Murdoch, così in mente viene subito Mediaset e Sky, ma soprattutto quell’affare mancato con Vivendi su Mediaset Premium cui senza dubbio Silvio Berlusconi vorrà rimediare e perchè non approfittare di queste giornate americane per sondare Murdoch, anche se alcune fonti di stampa accennano alla possibilità che il magnate australiano proprio in queste ore non si trovi in città. Gli occhi restano tuttavia puntati sulla salute dell’ex presidente del Consiglio, soprattutto dopo le emergenze di quest’estate e il periodo di convalescenza imposto dopo l’intervento di sostituzione della valvola aortica eseguito presso il San Raffaele di Milano nel giugno scorso. alla fine del 2006 Berlusconi si affidò al centro cardiologico di Andrea Natale, nato a Siracusa e responsabile della sezione pacemaker dell’Heart Center della clinica di Cleveland, che effettuò l’operazione. In quell’occasione l’ex presidente del consiglio (che allora era leader dell’opposizione) si trattenne negli Usa circa una settimana.

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