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LA DENUNCIA/ La “medicina difensiva”schiaccerà la sanità?

untitledParla la presidente dell’Aiop Lazio Jessica Faroni

Il Ddl Gelli costerà caro, nuove spese, insostenibili. E pagheranno gli utenti. Per 4 medici su 5 la paura di essere denunciati è la ragione principale della prescrizione inutile. Farmaci, visite, esami e ricoveri che non servono ci costano quasi un punto di Pil. strutture sanitarie pubbliche e private hanno costi in più e un impatto organizzativo ed economico non indifferente. E questo si tradurrà ovviamente, in un aggravio a carico dei cittadini. Lieviteranno i costi delle assicurazioni, le amministrazioni si troveranno dover affrontare difese. difficili a causa dell’onere della prova a carico delle strutture

“Il Ddl Gelli sulla medicina costerà caro, nuove spese per la sanità. E pagheranno i cittadini”. Il mesaggio dell’Aiop Lazio è particolarmente minaccioso. Quando scende in campo l’Aiop Lazio di Jessica Faroni significa che la situazione è grave. Sia perché si tratta della più grossa e autorevole associazione datoriale della sanità privata sia perché l’atteggiamento energico ma pronto al compromesso della presidente Faroni ha determinato un certo equilibrio con la Regione di Zingaretti. Quando fa il pressing, in poche parole, qualcosa ottiene (vedi questione delle Rsa). In questo caso la questione è di carattere nazionale (ildd Gelli sulla medicina difensiva) e l’Aiop mette le mani avanti per ottenere almeno un confronto” sul piano locale. Pagheranno i cittadini, gli utenti, insomma, ma anche gli imprenditori. E questo sul piano dei fatti spesso fa la differenza.
Partiamo dunque dall Disegno di Legge n°2224 “Disposizioni in materia di responsabilità professionale del personale sanitario”, noto anche come “DDL Gelli”. “Secondo gli ultimi dati a disposizione forniti dal Ministero della Salute per 4 medici su 5 la paura di essere denunciati è la ragione principale della prescrizione inutile – afferma la presidente Aiop Lazio – Per il 93%, e cioè quasi la totalità, il fenomeno è destinato
ad aumentare. La medicina difensiva ci costa 10 miliardi l’anno. La pratica almeno una volta al mese quasi l’80% dei medici. Farmaci, visite, esami e ricoveri che non servono ci costano quasi un punto di Pil”. Lo scenario è chiaro, strutture sanitarie pubbliche e private hanno costi in più e un impatto organizzativo ed economico non indifferente. Per le strutture pubbliche questo si traduce, ovviamente, in un aggravio a carico dei cittadini. Lieviteranno i costi delle assicurazioni, le amministrazioni si troveranno dover affrontare difese.
difficili a causa dell’onere della prova a carico delle strutture Ultimo aspetto, ma non meno importante, le istituzioni in questa come in altre occasioni, fanno da sole. Senza confrontarsi con la parte datoriale privata, senza confronto, dialogo, dibattito. infine, ma non per ultimo, non ci siamo sentiti chiamare in causa da
parte delle istituzioni, così . Come AIOP Lazio abbiamo presentato diversi emendamenti – spiega la Faroni – Uno
di questi tocca il cuore della norma ossia l’articolo 7 relativo alla responsabilità della struttura. Con il nuovo disegno di legge Gelli la responsabilità ricade sulla struttura – dove è stato eseguito un intervento – e non sul medico che è di fatto intervenuto su un paziente, sebbene il professionista e il suo team siano esterni alla
struttura sanitaria. Poi c’è l’articolo 6 in cui si ravvede la responsabilità di un medico per imperizia. Nella legge Balduzzi era compresa anche la mancanza di diligenza che riteniamo sia fondamentale tener presente. Nel nuovo ddl la mancanza di diligenza non è considerata”. Di tutto questo il mondo dei pazienti non sa nulla finchè non va a sbattere brutalmente con il problema. “Il fenomeno delle denunce e dei contenziosi tra medico e paziente,
giudiziari ed extragiudiziari, ha registrato nel corso dell’ultimo decennio una crescita variabile da un minimo valore percentuale a due cifre (> 50%) in Gran Bretagna, Scandinavia, Paesi Baltici e dell’Est Europa, ad un massimo valore percentuale a tre cifre (>200%) in Germania, Italia, paesi iberici e area mediterranea. L’esponenziale
crescita del fenomeno è accompagnata da un proporzionale aumento dei costi di copertura dei sinistri stimato in misura superiore del 200%, aggiunge la presidente dell’Aiop. Sarà il caso di affrontare la questione in modo diverso? Nel Lazio, sostengono i medici dell’Acoi (l’associazione dei chirurghi ospedalieri) il fenmeno pesa per un miliardo, un miliardo e tre l’anno. Zingaretti nicchia. Come al solito.

Il nocciolo della questione
La medicina difensiva è infatti quel complesso di pratiche, di diagnostiche o di misure terapeutiche condotte principalmente, non per tutelare la salute del paziente, ma come garanzia delle responsabilità medico-legali conseguenti alle cure mediche prestate. Quindi il motivo è quello di evitare la possibilità di un contenzioso. La medicina difensiva può essere positiva o negativa. La medicina difensiva positiva si attua con un comportamento cautelativo di tipo preventivo e quindi nel ricorso a servizi aggiuntivi non sempre necessari, come analisi, visite o trattamenti, per diminuire la possibilità che si verifichino risultati negativi. Lo scopo è spesso dissuadere i pazienti dalla possibilità di presentare ricorsi e redigere documentazione che attesti che il medico ha operato secondo gli standard di cura previsti, in modo da cautelarsi. La medicina difensiva negativa si pratica invece con l’astensione dall’intervento come nel caso in cui il medico evita di occuparsi di determinati pazienti con patologie complesse o non esegue necessari interventi ritenuti ad alto rischio, con ovvie ricadute negative in termini di costi sociali per il prolungarsi e l’aggravarsi delle patologie.

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