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Esselunga, Bernardo Caprotti lascia il controllo a moglie e figlia

550x189x2007644_caprotti_jpg_pagespeed_ic_9dg1onav-rBernardo Caprotti ha lasciato il controllo di Supermarkets Italiani, la holding di Esselunga, alla moglie Giuliana Albera e alla figlia Marina. A loro ha infatti destinato la quota del 25% di cui poteva disporre. Insieme alla legittima le due donne avranno il 66,7% del capitale. Lo si apprende dopo l’apertura del testamento.
«Faremo di tutto per salvaguardare il gruppo» Esselunga. Questo l’unico commento di Giuseppe Caprotti, figlio dell’imprenditore brianzolo scomparso venerdì scorso, all’uscita dello studio del notaio Marchetti dove è stato aperto il testamento di Bernardo Caprotti. Nessun commento sul contenuto del documento.

Intanto Piergaetano Marchetti è stato cooptato nel cda di Supermarkets Holding in sostituzione dello scomparso Bernardo Caprotti ed è stato nominato presidente della holding che controlla Esselunga. Lo riferisce la società in una nota.

Il cda di Supermarkets Italiani si è riunito oggi, a Milano, per ricordare la figura del presidente, Bernardo Caprotti, scomparso venerdì scorso. «Tutti i consiglieri della società che controlla Esselunga – riferisce una nota – hanno espresso gratitudine e hanno reso omaggio alla figura del fondatore per la straordinaria storia imprenditoriale di cui è stato protagonista e che ha consentito a Esselunga di diventare leader riconosciuto a livello internazionale nel settore della grande distribuzione».

LA SCHEDA
Un impero da 7,3 miliardi di euro di fatturato e 290 milioni di utile con un valore nell’ordine dei 6 miliardi. Sono i numeri del gruppo Esselunga, la catena di supermercati fondata da Bernardo Caprotti al centro di una lunga dinasty, che rischia di sfociare in nuova guerra dopo la scomparsa, lo scorso 30 ottobre, a 90 anni, dell’imprenditore brianzolo. A confrontarsi sono le due famiglie di Caprotti, da una parte la moglie Giuliana Albera con la figlia Marina Sylvia, dall’altra Giuseppe e Violetta, figli di primo letto, estromessi anni fa dall’azienda e impegnati da allora in una battaglia anche giudiziaria per far valere le loro ragioni. L’attenzione è oggi concentrata sull’apertura del testamento. Dalle ultime disposizioni del patron di Esselunga dipenderà il futuro assetto del gruppo, per il quale il fondatore stava valutando la vendita alla luce delle proposte d’acquisto arrivate dai fondi Blackstone e Cvc, al vaglio dell’advisor Citigroup. La ‘legittimà riserva il 25% dell’asse ereditario alla moglie e il 50% ai figli in parti uguali (quindi il 16,66% a testa) mentre la parte restante è nella libera disponibilità del defunto. Se Caprotti ha deciso di assegnare quest’ultimo 25% alla consorte e alla figlia Marina, nelle mani delle due donne si concentrerà il 66,7% di Supermarkets Italiani, la holding di controllo di Esselunga. In questo modo ci sarebbe un socio di riferimento forte in grado di mandare in porto anche la vendita del gruppo. Ma tale disposizione testamentaria potrebbe non piacere affatto a Violetta e a Giuseppe.

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