| categoria: Roma e Lazio

Auditorium: sponsor in fuga e tagli ai fondi

La crisi di pubblico e l’anemia contagiosa nella produzione di nuove iniziative culturali ha un riflesso inevitabile sui conti del 2015 che costringono l’Auditorium a chiudere l’anno leccandosi le ferite. Per la prima volta nella sua storia il fiore all’occhiello della produzione culturale romana consegna un bilancio con una perdita consistente, pari a 2,2 milioni di euro, contro i 285mila euro di passivo registrato nel 2014.

Il dato fa scattare un campanello d’allarme sia per una ragione di metodo (la Fondazione Musica per Roma per statuto non potrebbe chiudere in passivo) che per una di merito: l’inversione di tendenza finanziaria di un’istituzione culturale che per anni ha macinato utili e attirato pubblico. Analizzando i dati di bilancio, approvato dal consiglio di amministrazione della Fondazione il 20 giugno, emerge che i conti cominciano a traballare. La ragione – secondo i vertici dell’Auditorium – è dovuta al taglio dei trasferimenti pubblici (in particolare quelli del Comune di Roma passati in un anno da 2,3 a 1,3 milioni) una parte del quale – secondo la Fondazione – andrebbe accollato all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

L’Accademia però ha contestato la richiesta, alimentando un contenzioso che ha convinto gli estensori del bilancio a svalutare tutta la partita creditoria in oggetto, per un valore pari a 1,4 milioni di euro. Ma lo scontro su chi dovrà caricarsi interamente o in parte l’onere dei tagli pubblici non basta a spiegare l’aumento esponenziale del deficit annuale e il calo di alcuni dati altrettanto significativi. Sempre nel 2015 ad andare in picchiata sono state anche le sponsorizzazioni. Tra il 2014 e il 2015 il loro valore economico è passato da 2,8 a 1,7 milioni di euro con un calo del 39,5%. E nonostante il numero di eventi e di pubblico si sia ridotto, il costo della produzione di kermesse culturali e festival è cresciuto in un solo anno del 58%, passando da 5 a 7,9 milioni di euro. Questo ha contribuito alla chiusura del 2015 con un aumento generale dei costi, passati da 24,5 a 26,1 milioni di euro.

A fronte di ciò, nel corso degli ultimi dodici mesi, il vertice della Fondazione ha avviato alcune operazioni non proprio centratissime con il core business dell’istituzione. In un anno infatti le disponibilità liquide nelle casse dell’Auditorium si sono praticamente azzerate perché 18,8 milioni di euro sono stati spesi per acquistare titoli di stato. Un investimento sicuro, che tuttavia ha contribuito ad abbattere l’attivo circolante, sollevando non poche domande tra chi si chiede se parte di quei denari non avrebbe dovuto essere investita per produrre e promuovere nuove iniziative artistiche o culturali.

Per fortuna, il conto economico si tiene ancora in piedi perché nel corso del 2015 è comunque aumentata la bigliettazione, crescendo da 5,2 a 8,6 milioni di euro e con essa i ricavi, passati da 16 a 18 milioni. Risultati che non bastano da soli per coprire il buco e soprattutto non rispondono all’esigenza di trovare nuovi sponsor e di alimentare la produzione culturale.

Ti potrebbero interessare anche:

Le stazioni della metro sono autentici suk, allarme sicurezza su tutta la linea
Nozze gay, ultimatum del prefetto a Marino: "Cancelli subito le trascrizioni"
Tridente, entro la prossima settimana installati sei verchi ztl
STORIE DI COPERTINA/ Il futuro è Termini
Fortini, ex ad di Ama, “assunto” dalla Regione Lazio per 39 mila euro
Raggi all'Antimafia, troppe anomalie negli appalti esterni



wordpress stat