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Il giallo di Maccarese, il piccolo Alessandro era insieme ad un uomo?

Nell’attesa che l”autopsia dia delle risposte convincenti, la vicenda di Maccarese continua ad avere tutte le caratteristiche del giallo. Il piccolo Alessandro si è suicidato, è stato ucciso, da chi come e perchè? Ci sono due testimonianze: una opposta all’altra. Un uomo sostiene di ricordare di aver visto il piccolo avviarsi verso il canale in compagnia di una persona. Un giovane invece ha raccontato agli inquirenti di averlo notato camminare da solo. Due testimoni sulla cui attendibilità ora gli agenti del commissariato Fiumicino stanno cercando di fare luce, perché la presenza o meno di un uomo accanto al piccolo potrebbero dare due scenari completamente differenti di quanto accaduto lo scorso lunedì. Nel primo si potrebbe ipotizzare il peggio, e dunque l’omicidio o l’omissione di soccorso, nel secondo invece l’ipotesi dell’incidente o del suicidio sarebbe quella più accreditata. È ancora giallo dunque sulla morte dell’undicenne scomparso dal giardino dei nonni quattro giorni fa a Maccarese e ritrovato annegato in un canale di irrigazione poco distante. Sarà l’esame autoptico, previsto per oggi, a fornire un quadro più dettagliato sulle cause della morte. Eventuali segni sul corpicino potrebbero indicare la dinamica di una tragedia che ha sconvolto il paese alle porte di Roma.
Intanto ieri il padre del bambino, Aleandro, è stato ascoltato in procura per chiarire alcuni aspetti sulle abitudini del figlio e su quel suo carattere problematico rilevato dalle assistenti sociali che lo seguivano sia in orario scolastico che fuori. La cooperativa Octopus, quella incaricata di seguirlo, una società che fa capo al comune di Fiumicino e alla Regione, ha già attivato il proprio ufficio legale: l’operatore che seguiva in prima media Alessandro nella scuola lavorava da poco con la giovane vittima. Nel fascicolo sequestrato dalla procura di Civitavecchia sui trascorsi dell’undicenne ci sono 4 rapporti dell’operatore sociale, (non è lo stesso di quest’anno ndr), che ha seguito il bambino in passato. In quei report sull’evoluzione di Alessandro si parla di “scatti d’ira frequenti, autolesionismo e autismo”. L’operatore aveva steso quel primo rapporto dopo essersi accorto di lividi sul suo corpo. Ma se quei lividi siano autolesioni o segno di maltrattamenti sarà il medico legale a stabilirlo. Al vaglio della magistratura intanto c’è la posizione di tutti i componenti della famiglia che erano con lui al momento dell’allontanamento da casa: il nonno e la nonna. La mamma, una domestica, era infatti al lavoro e per questo lo aveva affidato ai suoi genitori. Il nonno era in casa e alla polizia ha dichiarato che stava guardando la televisione, specificando: “C’era una puntata di Beautiful”. La nonna ha detto invece di aver lasciato il bambino in giardino.

Il padre di Alessandro, che aveva già detto di non trovarsi in zona, è stato nuovamente ascoltato in Procura perché il suo racconto è stato reputato troppo vago.
Intanto il nonno continua a credere che Alessandro non sia vittima di una disgrazia. “Qualcuno lo ha portato verso il canale. Non può essere andato da solo, in quella direzione non andava mai” ripete sotto shock. Secondo i residenti del quartiere, Alessandro giocava spesso solo, “si isolava “.
Un mistero dunque come il piccolo possa essersi allontanato da solo dal cortile di casa per andare incontro alla morte, senza che nessuno si sia accorto di nulla.

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