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C’è Macedonia-Italia. Ventura punta sui giovani

310x0_1472761437501_gettyimages_598511760 Dopo la sfida con Israele lo aveva definito un ‘capitale” del calcio italiano. Stasera in trasferta contro la Macedonia, Gian Piero Ventura affiderà le chiavi del centrocampo a Marco Verratti (”a meno che stanotte non succeda qualcosa…”, dice). Aspettando la sfida tra la sorprendente Albania e la Spagna, l’Italia di Ventura è già a un bivio e questa sera l’imperativo è vincere. Un compito che sulla carta è ampiamente alla portata degli azzurri. Archiviato il dopo-Spagna con l’esclusione del ‘maleducato’ Pellè (”il suo gesto è stato inaccettabile, ha macchiato l’immagine che questo gruppo si è costruito con il lavoro, arrivando a disputare un ottimo europeo”), l’infortunio di Riccardo Montolivo (ieri è stato operato, intervento riuscito e un lungo stop – si parla di sei mesi – per il centrocampista del Milan) e il forfait di Chiellini, Ventura dopo il pari con la Spagna opta per il turnover (”Qualcosa cambieremo – dice in conferenza stampa – penso che servano forze fresche, quindi qualcosa sarà diverso”) e promette un’Italia ”coraggiosa”. Come giocherà contro Pandev e compagni Ventura, al di là di Verratti non si sbilancia, ma le quotazioni della coppia d’attacco Immobile-Belotti che ha tanto impressionato nel finale della sfida con la Spagna sono altissime. Ventura non nasconde che contro la Macedonia ”sarà un match difficile. Dobbiamo interpretarla bene. E’ vero che la Macedonia ha perso due partite, ma è stata sfortunata. Sarà una gara importante e determinante. Un match estremamente delicato”. Il ct torna a parlare della sfida di giovedì con la Spagna e sottolinea che gli azzurri ”potevano vincerla”. ”Tornando indietro cambierei qualcosa, i nostri avversari hanno avuto molto possesso palla e l’Italia non può soffrire così tanto. Ma sull’1-1 avremmo potuto vincere noi, anche perché l’arbitro ha risparmiato loro due espulsioni – analizza -. Le critiche di Sacchi? Vanno bene. E comunque il progetto non si può valutare in tre giorni, ci sono tanti giovani che sono appena entrati o devono ancora entrare nel giro azzurro. Molti dicono che bisogna farli giocare, ma poi quando li metti in campo ti accusano di aver azzardato”. Quello sui giovani è un progetto sui cui Ventura crede molto: ”E’ la logica conseguenza della programmazione – sottolinea il ct – Ci sono una infinità di giovani interessanti. Un gruppo fa già parte nazionale altri ne faranno arte ma è un lavoro che non si può fare in tre giorni. Ora la priorità è il risultato”. A chi gli chiede se sarà un’Italia coraggiosa, Ventura sottolinea che ”l’obiettivo è far crescere questa Nazionale partita dopo partita. Sotto tutti gli aspetti, non solo quello del coraggio. In Israele abbiamo vinto in 10 contro 11. Ora abbiamo negli occhi l’ora di sofferenza con la Spagna e quella non può essere l’Italia. Dobbiamo costruire qualcosa di importante, giorno dopo giorno”. Diretta su Rai 1 dalle 20,30.

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