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Rimborsopoli, in 4 anni oltre 500 indagati

Loris: Pm, madre egocentrica, bugiarda e manipolatrice In poco più di quattro anni, da quando nel 2012 è scoppiato lo scandalo che ha dato il via al filone ‘Rimborsopoli’ con le ruberie di Franco Fiorito, il ‘batmnan’ capogruppo del Pdl alla Regione Lazio ai tempi di Renata Polverini, i pm di quasi tutta l’Italia hanno aperto i riflettori e passato al setaccio gli scontrini di oltre 500 tra presidenti e consiglieri regionali.

L’obiettivo era quello di capire quale utilizzo venisse fatto del denaro pubblico che per legge deve servire a spese di rappresentanza istituzionale e promozione dell’attività politica. Nei fatti, le indagini hanno scoperchiato una realtà ben diversa. Passati al setaccio – in base ai dati delle cronache – giustificativi di spesa per oltre 20 milioni di euro, utilizzati per l’acquisto di Suv, tinture per capelli, viaggi di lusso, cene pantagrueliche e quant’altro nel segno di una “casta di periferia” che, con rare eccezioni, ha messo in conto spese al contribuente fino all’ultima tazzina di caffè.

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