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Chiara Insidioso, massacrata di botte: condanna definitiva a 16 anni per l’ex compagno

550x188x2016472_chiarainsidioso_jpg_pagespeed_ic_lruya818d1Nessun altro sconto di pena in vista per Maurizio Falcioni. La Cassazione ha ritenuto inammissibile il ricorso presentato dall’operaio di Ostia che due anni fa ha sfondato a calci la scatola cranica della compagna, la diciannovenne Chiara Insidioso Monda, riducendola in fin di vita. Il ricorso, hanno motivato la decisione i giudici «non è basato su motivi specifici», rimettendo poi la decisione definitiva alla settima sezione stralcio che si riunirà in udienza camerale a dicembre. La condanna a 16 anni di carcere con l’accusa di tentato omicidio potrebbe diventare così per Falcioni definitiva.
Nel frattempo l’imputato, che sperava di ottenere dalla Cassazione, la derubricazione del reato in lesioni e una nuova perizia psichiatrica oltre al riconoscimento delle attenuanti, resta in carcere. Con una unica consolazione: l’alleggerimento della pena spuntato in secondo grado considerato che il gup Giacomo Ebner lo aveva condannato, nonostante la scelta del rito abbreviato, a venti anni di carcere. L’aguzzino di Chiara anzi rischia un’altra condanna. Prima di massacrarla di botte e ridurla in stato vegetativo, l’aveva portata via dalla famiglia tenendola per mesi sottomessa tra carezze e schiaffi. E per queste accuse potrebbe finire di nuovo sotto processo, ma con l’accusa di circonvenzione di incapace, ora al vaglio del gip Fabio Mostarda. Era stato il padre di Chiara a denunciarlo, quando ancora non sapeva delle violenze ma aveva intuito che la manipolava e sottometteva, approfittando del suo lieve ritardo mentale. Così quando nel 2013 sua figlia sparì da casa presentò due denunce.

Fino a quando Maurizio Insidioso Monda nel gennaio 2014, un mese prima del pestaggio, non decise di denunciare Falcioni in procura per circonvenzione di incapace. Un’accusa per la quale non sarebbe possibile procedere secondo la procura «mancando un atto patrimoniale pregiudizievole per la vittima». Una tesi respinta dalla famiglia Insidioso, che, si è opposta alla richiesta di archiviazione. Chiara era stata ridotta in fin di vita una sera del febbraio 2014, dopo un pomeriggio di insulti. Falcioni si decise a chiedere aiuto ai vicini solo quando ormai la ragazza non riusciva più a respirare «Dite che è caduta» si raccomandò. Il fatto che non l’abbia, però, abbandonata e consentito che fosse soccorsa e curata ha portato i giudici ad alleggerire la pena. Intanto Falcioni ha nominato da pochi giorni un nuovo difensore, l’avvocato Antonio Lazzara. Si occuperà lui di far pervenire alla Cassazione delle memorie per tentare di scardinare la decisione dell’inammissibilità.

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